Vittorio Micheli guarito a Lourdes da un tumore osseo
La testimonianza di Vittorio Micheli, che, guarito a Lourdes da un tumore osseo, oggi presta servizio come barelliere.

Secondo le statistiche la maggior parte dei miracoli avvenuti a Lourdes hanno visto come protagoniste donne, infatti gli uomini miracolati sono stati solamente il venti per cento del totale. Questi dati trovano riscontro anche tra i nostri connazionali, infatti su otto persone italiane guarite, solo due sono uomini, ed uno di questi è stato l’alpino Vittorio Micheli, oggi settantacinquenne, ma che all’epoca dei fatti era poco più che un ragazzino.
Questa, più che una storia di forte fede e devozione come molti altri casi, si può definire un miracolo avvenuto quasi per caso, senza nessuna apparente manifestazione divina o segno tangibile, e, cosa ancora più straordinaria, non si è verificato durante il soggiorno a Lourdes, ma nel periodo successivo.
Il servizio militare ed i forti dolori alla gamba
Vittorio Micheli è nato il 6 febbraio 1940 in provincia di Trento e nei primi anni Sessanta è entrato nel corpo militare degli alpini per svolgere il servizio militare. È stato proprio durante questo periodo che ha cominciato a soffrire di dolori alla gamba sinistra, inizialmente sopportabili, ma col tempo sono peggiorati a tal punto da impedirgli quasi completamente di muoversi. L’immediato ricovero in ospedale e i successivi accertamenti sono serviti solamente ad avvalorare la peggiore delle ipotesi, ossia un brutto male senza alcuna via di scampo
“Durante il servizio militare ho cominciato ad avvisare dei dolori gamba sinistra, inizialmente non erano molto forti e riuscivo a sopportarli, ma col tempo sono peggiorati a tal punto che non riuscivo più a stare in piedi. Mi ricoverarono subito all’ospedale militare di Verona dove i primi accertamenti evidenziarono una macchia nera su testa del femore. I medici capirono che c’era qualcosa di grave così mi trasferirono dal reparto di medicina a quello chirurgia, dove mi sottoposero ad una biopsia dalla quale risultò un osteosarcoma del bacino, ossia un cancro in stato avanzato che mi aveva già distrutto la testa del femore e buona parte delle ossa e dei muscoli del bacino. Provarono a portarmi in un centro specializzato per la cura dei tumori, ma anche lì mi dissero che non si poteva fare più niente e che sarei morto entro poco tempo”. A poco più di vent’anni vivere con la consapevolezza di dover morire a breve per colpa di un brutto male è senza dubbio una tragedia. I suoi amici che abitavano lontano, appena saputa la notizia andarono immediatamente a trovarlo, convinti che quella sarebbe stata l’ultima volta avrebbero visto Vittorio in vita, ma Dio per questo giovane uomo aveva altri progetti e decise di risparmiarlo da una fine ormai certa.
Il viaggio a Lourdes
Nonostante il parere contrario dei medici che gli avevano detto che non ce l’avrebbe mai fatta ad affrontare un viaggio così lungo nelle sue condizioni, Vittorio seguì il consiglio di sua madre e decise di farsi accompagnare a Lourdes, località che conosceva solo per sentito dire, per via dei miracoli e delle apparizioni avvenute molto tempo prima.
Il 28 maggio 1963, imbottito di morfina, Vittorio Micheli, assieme a moltissime altre persone, partì verso la Francia, servendosi del treno speciale abilitato per il trasporto dei malati della Diocesi di Trento. Giunto nella piccola località ai piedi dei Pirenei, assieme a tutti gli altri suoi compagni di viaggio fu accompagnato alle famose piscine miracolose dove fece il bagno. Qualche giorno dopo fece ritorno in Italia. Apparentemente non successe nulla, ma l’intervento provvidenziale della Madonna non tardò a mostrarsi.
“Quando sono tornato all’ospedale militare dove ero ricoverato nel giro di poco tempo ho ricominciato a mangiare e successivamente a camminare. Mi sottoposero a nuove radiografie dalle quali si vedeva che le ossa mancanti erano ricomparse e che il tumore non c’era più. Sono uscito dall’ospedale entro poco tempo con le mie gambe e senza bisogno di riabilitazione. A distanza di anni non si riesce ancora a capire come tutto ciò sia stato possibile.”
Il riconoscimento ufficiale
L’unica spiegazione plausibile era che Vittorio era stato miracolato dalla Madonna, così tornò a Lourdes per farsi visitare dalla Commissione Medica, che, dopo dieci anni di esami, accertamenti e discussioni confermò l’inspiegabilità dell’evento.
Il 26 maggio 1976, tredici anni dopo il fatto, l’Arcivescovo di Trento Alessandro Gottardi riconobbe questa guarigione come miracolosa, facendola diventare di fatto la sessantatreesima ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa Cattolica.
Da allora Vittorio Micheli si reca periodicamente a Lourdes prestando servizio come barelliere.