Erminia Pane: guarita grazie alla Madonna di Lourdes
La storia di Erminia Pane, che ha sconfitto cecità e paralisi con un profondo e devoto affidamento alla preghiera.

La storia della signora Erminia Pane, è una storia al limite dell’incredibile, dove a fare da protagonisti sono stati la fede e la totale fiducia nei confronti della Madonna di Lourdes. Una vicenda documentata, e quindi difficilmente confutabile. Non si tratta, però, della classica improvvisa, come in molti casi, bensì di un miracolo preannunciato.
Il malore
Tutto è partito nel lontano 1977, quando Erminia Pane, vedova trentacinquenne impiegata come vigilante in un supermercato, nata a Napoli e residente a Milano assieme alla figlia adolescente, ebbe un ictus, che le causo oltre alla paralisi di metà del corpo, anche la chiusura della palpebra sinistra. A causa della mancanza della retina, dall’occhio destro era già non vedente dalla nascita, quindi la cecità divenne totale.
«Sono nata cieca dell’occhio destro, perché in tale occhio non vi era e non vi è la retina. Nel maggio 1977, accompagnata da un fortissimo dolore di testa, ebbi una paresi che mi abbassò definitivamente la palpebra dell’occhio sinistro, facendomi diventare totalmente cieca e facendomi restare difettosa di un braccio e di una gamba. Per poter vedere un poco dovevo tenere sollevata la palpebra di tale occhio o con la mano o attaccandola con un cerotto alla fronte. Se non teoricamente, praticamente ero atea, bestemmiavo, vivevo disperata.»
Gli interventi chirurgici
L’unica soluzione, quindi per riacquistare parzialmente la vista era intervenire chirurgicamente sull’occhio sano per provare a “tirare su” la palpebra. A cinque anni dal malore, quindi ci fu il ricovero e la prima operazione. Sembrò andare tutto per il verso giusto, tant’è che venne concordato un secondo intervento per il mese di ottobre dello stesso anno, dove, mediante l’inserimento di un innesto nervoso nell’occhio si sarebbe provato a risolvere definitivamente il problema.
L’apparizione
Una mattina, a pochi giorni dall’operazione, Erminia, mentre si trovava in bagno per fumare una sigaretta, sentì improvvisamente aprirsi la porta, da dove entrò una signora vestita di bianco col volto coperto. Pensando si trattasse di un ammalata, la invitò ad entrare e a sedersi, ma fu la seconda a farla sedere, presentandosi come “Madonna di Lourdes”, tranquillizzandola.
Erminia pianse, e si rese conto di quanto le stava accadendo solamente nel momento in cui la vicina di stanza Flavia entrò nel bagno e le chiese se stesse parlando da sola, non vedendo nessuno. Poi la conversazione con Maria, proseguì:
“Se tu sei veramente la Madonna, sai che ho una figlia di 23 anni che si deve sposare; sai che devo avere un altro intervento. Aiutami! Prendimi pure le gambe; tienimi per tutta la vita in una sedia a rotelle; ma lasciami, almeno, questo mezzo occhio!”
“Si, io lo so cosa vuol dire essere mamma; io sono la Madre di Dio. Prima ti faccio andare via la paresi. Poi ti do la vista all’occhio destro; e ti lascio le gambe perché devi fare tanto cammino per me. Voglio che tu venga a Lourdes a piedi scalzi e con tanta fede. Per adesso non dire niente a nessuno di questo nostro incontro. Ne parlerai al tuo ritorno da Lourdes. Poi dovrai parlare molto di me.»
La Madonna si congedò, facendole promettere di fare quanto chiesto e di non bestemmiare più. Nonostante lo scetticismo, e la vita lontana dalla fede, Erminia si fidò e, appena tornata in stanza comunicò la volontà di non volersi più operare ai medici e ai familiari, che la presero per pazza.
A pochi giorni dalla partenza, però, la madre che avrebbe dovuto accompagnarla in Francia, si ammalò di bronchite, risultando così impossibilitata a partire. La Madonna, riapparve invitandola a non rimandare il viaggio ed assicurando anche a lei la guarigione, cosa che effettivamente avvenne. Al momento della partenza, infatti, tutti i sintomi influenzali erano spariti.
Il viaggio a Lourdes e il miracolo
Il 3 novembre del 1982 le due donne erano a Lourdes, e, nonostante la pioggia incessante Erminia, seguì le indicazioni che aveva ricevuto dalla Vergine Maria, togliendosi le scarpe ed incamminandosi scalza verso il Santuario. Dopodiché andò alle piscine, dove avvenne quanto gli era stato preannunciato nel bagno dell’ospedale; al momento dell’uscita dalla piscina, infatti trovò la Madonna davanti a sé, e nel giro di pochi istanti riuscì ad aprire l’occhio chiuso, a vedere dall’occhio ceco, e a muovere gli arti paralizzati. La madre era incredula.
Al ritorno in Italia, riprese a condurre una vita normale all’insegna della fede, riuscendo addirittura a conseguire la patente di guida.
La guarigione, venne confermata sia dal Bureau Médical di Lourdes, e sia dall’ospedale italiano dove era in cura. Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1994.
Erminia poi morì a Empoli nel 2010, dove viveva da qualche tempo, tre anni dopo aver scritto assieme ad Alice Landini, il libro Uno strumento al servizio di Dio – La storia e le testimonianze di una miracolosa guarigione asseverata a Lourdes.
Questa è la storia di un totale affidamento a Maria, che da madre buona e giusta mantiene le sue promesse, e premia chi si fida delle sue parole.