In breve
Aggiornato alPadre Pio, al secolo Francesco Forgione (Pietrelcina, 25 maggio 1887 - San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968), fu un frate cappuccino che portò le stimmate per cinquant'anni e fondò la Casa Sollievo della Sofferenza. Giovanni Paolo II lo beatificò il 2 maggio 1999 e lo canonizzò il 16 giugno 2002 come San Pio da Pietrelcina.
Quando Padre Pio diventò frate e sacerdote?
Nel gennaio 1903, a quindici anni, entrò nel noviziato dei Cappuccini di Morcone e il 22 gennaio vestì l'abito con il nome di fra Pio da Pietrelcina. Fece la professione solenne il 27 gennaio 1907 e fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910 nel Duomo di Benevento.
Quando arrivò Padre Pio a San Giovanni Rotondo?
Salì per la prima volta il 28 luglio 1916 per un soggiorno di otto giorni e vi fu assegnato stabilmente il 4 settembre 1916. Rimase nel convento di Santa Maria delle Grazie per cinquantadue anni, fino alla morte, con l'eccezione delle licenze militari.
Com'era la giornata tipo di Padre Pio?
Si alzava molto presto e celebrava la Messa all'alba, per anni alle 5, con una durata che spesso superava l'ora. Confessava fino a mezzogiorno e ancora nel pomeriggio, mangiava pochissimo e recitava il Rosario quasi senza interruzione, chiamandolo "l'arma".
Come nacque la Casa Sollievo della Sofferenza?
L'idea nacque negli anni Trenta per dare al Gargano un vero ospedale: il primo comitato si costituì il 9 gennaio 1940 nella cella di Padre Pio, i lavori iniziarono il 19 maggio 1947 e l'inaugurazione avvenne il 5 maggio 1956. Oggi è un IRCCS di proprietà della Santa Sede.
Come morì Padre Pio?
Il 22 settembre 1968 celebrò l'ultima Messa per i Gruppi di preghiera e salutò la folla dal balcone. Nella notte si confessò, rinnovò i voti e ricevette l'Unzione degli infermi; morì alle 2:30 del 23 settembre nella sua cella, a 81 anni. Ai funerali del 26 settembre si parlò di circa centomila persone.
Quali sono le tappe della causa di santità di Padre Pio?
I Cappuccini avviarono i primi passi il 4 novembre 1969 e la Santa Sede concesse il nulla osta all'apertura della causa il 29 novembre 1982. Padre Pio fu dichiarato venerabile il 18 dicembre 1997, beatificato il 2 maggio 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002, entrambe le volte in Piazza San Pietro da Giovanni Paolo II.
Il corpo di Padre Pio ha mai lasciato San Giovanni Rotondo?
Solo in occasioni eccezionali: nel febbraio 2016 fu portato a Roma per il Giubileo della Misericordia. La ricognizione canonica avvenne il 3 marzo 2008, dopo quarant'anni di sepoltura nella cripta di Santa Maria delle Grazie; dal 2010 il corpo riposa nella cripta della chiesa di San Pio.
Come si organizza un pellegrinaggio da Padre Pio con Pellegrinaggi Santi?
Pellegrinaggi Santi organizza un viaggio di 3 giorni e 2 notti in pullman GT con sosta a Lanciano, visita guidata dei luoghi di San Pio a San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo e Loreto, hotel 3/4 stelle con pensione completa e bevande, a partire da 180 € a persona; date su richiesta o nel calendario della pagina.
In questa pagina 21 sezioni
- Padre Pio in breve: la scheda di San Pio da Pietrelcina
- La storia di Padre Pio: l'infanzia a Pietrelcina
- 1903–1916: da fra Pio a sacerdote
- San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo (1916–1968)
- Le stimmate di Padre Pio
- Le indagini del Sant'Uffizio e la riabilitazione
- Casa Sollievo della Sofferenza: la carità che diventa ospedale
- I Gruppi di preghiera di Padre Pio
- La morte di Padre Pio, la beatificazione e la canonizzazione
- I miracoli di Padre Pio e i carismi attribuiti
- La confessione e la direzione spirituale
- Frasi celebri di Padre Pio
- L'esumazione del 2008 e le ostensioni del corpo di San Pio
- I luoghi di Padre Pio: dove andare in pellegrinaggio
- La festa di San Pio: il 23 settembre
- Preghiera a Padre Pio: i testi tradizionali
- Padre Pio, la Madonna e San Michele Arcangelo
- Cronologia della vita di Padre Pio
- Padre Pio oggi: una devozione che non si ferma
- Andare da Padre Pio: il pellegrinaggio con Club Magellano
- Domande frequenti
Padre Pio è uno dei santi più amati del Novecento, e non solo in Italia: il frate cappuccino nato a Pietrelcina nel 1887 e morto a San Giovanni Rotondo nel 1968 ha attirato attorno a sé milioni di persone, ha passato la vita nel confessionale, ha portato per cinquant'anni le stimmate e ha fatto costruire sul Gargano uno dei grandi ospedali del Sud. In questa pagina raccontiamo la storia di Padre Pio con ordine e con i piedi per terra: le date sicure, i documenti, le indagini della Santa Sede, i miracoli riconosciuti per la beatificazione e la canonizzazione, i racconti dei testimoni presentati come tali, i luoghi che ancora oggi si possono visitare e le preghiere che lui stesso recitava. Noi di Club Magellano accompagniamo da anni i pellegrini sulla sua tomba, e sappiamo che chi parte con una conoscenza vera del santo vive il viaggio in modo diverso: più consapevole, più libero, più profondo.
Padre Pio in breve: la scheda di San Pio da Pietrelcina
Prima di entrare nella storia, ecco i dati essenziali, utili a chi cerca una risposta veloce o deve preparare una catechesi, una ricerca scolastica o un incontro di gruppo.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Nome di battesimo | Francesco Forgione |
| Nome da religioso | Fra Pio da Pietrelcina, poi Padre Pio |
| Nascita | 25 maggio 1887, Pietrelcina (Benevento) |
| Genitori | Grazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio |
| Ordine religioso | Frati Minori Cappuccini |
| Ingresso in noviziato | gennaio 1903, convento di Morcone (vestizione il 22 gennaio 1903) |
| Professione solenne | 27 gennaio 1907 |
| Ordinazione sacerdotale | 10 agosto 1910, Duomo di Benevento |
| A San Giovanni Rotondo | dal settembre 1916 fino alla morte |
| Stimmate visibili | 20 settembre 1918 |
| Casa Sollievo della Sofferenza | inaugurata il 5 maggio 1956 |
| Morte | 23 settembre 1968, San Giovanni Rotondo, a 81 anni |
| Venerabile | 18 dicembre 1997 |
| Beatificazione | 2 maggio 1999, Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II |
| Canonizzazione | 16 giugno 2002, Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II |
| Festa liturgica | 23 settembre |
| Dove riposa | Chiesa di San Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo (Foggia) |
Questi dati coincidono con la biografia ufficiale pubblicata dalla Congregazione delle Cause dei Santi in occasione della beatificazione e con la cronologia curata dai Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo. Dove le fonti divergono su un dettaglio minore, lo diremo nel testo.
La storia di Padre Pio: l'infanzia a Pietrelcina
Francesco Forgione, figlio di contadini del Sannio
Francesco Forgione nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, un piccolo paese agricolo in provincia di Benevento, arroccato su uno sperone di roccia tra le colline del Sannio. Il padre, Grazio Forgione, detto "Zi' Orazio", e la madre, Maria Giuseppa De Nunzio, chiamata in famiglia "Mamma Peppa", sono contadini: possiedono qualche appezzamento di terra in contrada Piana Romana, coltivano grano, ortaggi e vite, allevano qualche pecora. Francesco viene battezzato il giorno dopo la nascita, il 26 maggio, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la parrocchiale del paese, e riceve il nome del santo di Assisi, a cui la madre era devota.
La casa natale si trova nel cuore del borgo antico, nel rione chiamato "Castello", lungo vicoli stretti di pietra. Ancora oggi si visita: è una stanza modesta, con il pavimento in pietra, che racconta più di molti libri la povertà dignitosa di quella famiglia. Poco distante c'è la cosiddetta "Torretta", una stanzetta in cima a una rampa di scale che il giovane sacerdote userà come luogo di preghiera e di studio negli anni in cui, per motivi di salute, dovrà vivere in paese.
La famiglia è numerosa. Alcuni figli muoiono in tenera età, come accadeva spesso nelle campagne del Sud di fine Ottocento. Tra i fratelli che sopravvivono ricordiamo Michele, il primogenito, e le sorelle Felicita, Pellegrina e Grazia; Grazia diventerà suora brigidina a Roma con il nome di suor Pia dell'Addolorata.
Una fede respirata in casa
La fede, a Pietrelcina, non è un capitolo a parte della vita: scandisce il lavoro nei campi, le feste, i lutti. Mamma Peppa prega il Rosario ogni sera, la famiglia osserva i digiuni, frequenta la chiesa. In questo ambiente Francesco cresce come un bambino tranquillo, riservato, che preferisce la chiesa ai giochi rumorosi dei coetanei. I biografi riportano che fin da piccolo amava stare in silenzio davanti al tabernacolo e che si imponeva piccole penitenze; lui stesso, da anziano, confiderà al suo confessore di aver avuto fin dall'infanzia esperienze interiori intense, che considerava normali e pensava capitassero a tutti.
Riceve la Cresima e la Prima Comunione intorno ai dodici anni, come indica la biografia vaticana. Frequenta le prime classi con un maestro privato e lavora con la famiglia, pascolando le poche pecore di casa a Piana Romana.
La vocazione e il "frate con la barba"
L'episodio che decide la sua strada ha un sapore molto concreto. A Pietrelcina passa periodicamente un frate cappuccino questuante, fra Camillo da Sant'Elia a Pianisi, che gira per le campagne a raccogliere offerte. Il ragazzo resta colpito da quell'uomo semplice, gioioso, con la lunga barba: dirà che voleva diventare "un frate con la barba". Quando i genitori si rendono conto che la vocazione è seria, si pone il problema degli studi: per entrare nei Cappuccini serve una preparazione scolastica che la famiglia non può pagare.
È qui che entra in scena il sacrificio del padre. Grazio Forgione parte emigrante per l'America, come migliaia di contadini meridionali in quegli anni, per mandare a casa il denaro necessario a far studiare il figlio. Lavorerà negli Stati Uniti e poi in Argentina. Francesco studia con un maestro privato e completa la preparazione necessaria per essere accolto in convento.

1903–1916: da fra Pio a sacerdote
Il noviziato a Morcone e il nome di fra Pio
Nel gennaio 1903, a quindici anni compiuti, Francesco lascia Pietrelcina e raggiunge il convento dei Frati Minori Cappuccini di Morcone, sempre in provincia di Benevento. La biografia vaticana indica il 6 gennaio 1903 come data di ingresso nel noviziato; la cronologia dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo riporta la partenza da casa al 2 gennaio. Su un punto le fonti sono concordi: il 22 gennaio 1903 il giovane veste l'abito francescano e riceve il nome di fra Pio da Pietrelcina: da quel momento, per tutti, sarà semplicemente fra Pio.
L'anno di noviziato è severo: silenzio, preghiera notturna, digiuni, lavoro, studio della Regola di san Francesco. Il maestro dei novizi è padre Tommaso da Monte Sant'Angelo. Fra Pio è un novizio obbediente e mite, ma già allora il fisico mostra segni di fragilità. Il 22 gennaio 1904 emette la professione dei voti semplici.
Gli anni di studio e la salute fragile
Dopo il noviziato, fra Pio passa per diversi conventi della provincia religiosa cappuccina di Sant'Angelo, che allora comprendeva Molise, Puglia e parte della Campania. Il più importante di questi anni è il convento di Sant'Elia a Pianisi, nel Molise, dove studia filosofia; seguono soggiorni a San Marco la Catola, a Serracapriola, a Montefusco e a Gesualdo per gli studi teologici. Il 27 gennaio 1907 emette la professione solenne, cioè i voti perpetui.
Proprio a Sant'Elia a Pianisi si colloca il primo racconto di "bilocazione" della sua vita, che riprenderemo nella sezione sui carismi: lo stesso fra Pio ne lasciò memoria scritta, e la presentiamo come tale.
Intanto la salute peggiora. Febbri altissime, disturbi polmonari, inappetenza, dolori: i medici non riescono a dare una diagnosi chiara, e più volte si teme la tubercolosi. Ogni volta che rientra a Pietrelcina, nell'aria di casa, il giovane frate sembra riprendersi; ogni volta che torna in convento, ricade. I superiori, dopo vari tentativi, prenderanno una decisione insolita: permettergli di vivere in famiglia pur restando religioso.
10 agosto 1910: sacerdote nel Duomo di Benevento
Il 10 agosto 1910 fra Pio viene ordinato sacerdote nel Duomo di Benevento da monsignor Paolo Schinosi. Ha ventitré anni. Il 14 agosto celebra la sua prima Messa solenne a Pietrelcina, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, la stessa del battesimo. Sul ricordino della prima Messa scrive una frase che dice già molto della sua spiritualità: chiede a Gesù di essere per lui "sacerdote santo, vittima perfetta".
Da questo momento in poi la Messa sarà il centro assoluto della sua giornata. Chi vi ha partecipato negli anni successivi racconta celebrazioni lunghissime, a volte di un'ora e mezza o più, con pause di silenzio intenso, soprattutto dopo la consacrazione. Per Padre Pio la Messa non è un rito da eseguire, ma il Calvario reso presente: un concetto teologicamente classico, che lui vive in modo fisico.
Gli anni "in famiglia" a Pietrelcina (1909–1916)
Tra il 1909 e il 1916, con brevi interruzioni, Padre Pio vive a Pietrelcina per motivi di salute, con il permesso dei superiori e poi con un indulto della Santa Sede. Sono anni nascosti ma decisivi: prega a lungo nella chiesa parrocchiale e nella Torretta, aiuta il parroco, insegna a qualche ragazzo, frequenta la campagna di Piana Romana, dove la famiglia ha una casetta e dove sorge l'olmo legato al ricordo delle prime stimmate invisibili.
Soprattutto, sono gli anni della grande corrispondenza con i suoi direttori spirituali, padre Benedetto da San Marco in Lamis e padre Agostino da San Marco in Lamis. Quelle lettere, raccolte poi nell'Epistolario pubblicato dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, sono la fonte più preziosa per capire la sua vita interiore: descrivono estasi, aridità spirituali, lotte che lui attribuisce al demonio, desiderio di soffrire per amore, e una costante, quasi ossessiva preoccupazione di obbedire.
Venafro, la guerra e Foggia
Alla fine di ottobre del 1911 i superiori tentano di nuovo la vita conventuale e lo mandano a Venafro, in Molise. Il soggiorno dura poco più di un mese: la malattia lo costringe quasi sempre a letto, e il 7 dicembre torna a Pietrelcina. A Venafro, però, padre Agostino annota con cura le estasi del giovane confratello: sono tra le prime testimonianze dirette dei suoi fenomeni mistici.
Nel 1915 l'Italia entra nella Prima guerra mondiale e Padre Pio, come tutti i sacerdoti abili, viene chiamato alle armi. È assegnato alla Decima Compagnia di Sanità a Napoli, ma la sua salute rende il servizio una serie di ricoveri, licenze e richiami. Il 16 marzo 1918 viene definitivamente riformato. Di quell'esperienza resterà un ricordo per nulla eroico, fatto di caserme e ospedali militari, che lui racconterà più tardi con ironia.
Il 17 febbraio 1916 viene trasferito al convento di Sant'Anna a Foggia. In città, oltre alle febbri, soffre il caldo dell'estate pugliese. Per dargli un po' di sollievo, i superiori pensano a un convento in altura, sul promontorio del Gargano: quello di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo.
San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo (1916–1968)
L'arrivo sul Gargano
Il 28 luglio 1916 Padre Pio sale per la prima volta a San Giovanni Rotondo, per un soggiorno di otto giorni. L'aria fresca del Gargano gli fa bene. Il 4 settembre 1916 vi viene assegnato stabilmente: ci resterà, con l'eccezione delle licenze militari, per cinquantadue anni, fino alla morte.
Il convento di allora non ha nulla del grande santuario di oggi. È un piccolo complesso cappuccino del Cinquecento, con una chiesetta dedicata a Santa Maria delle Grazie, isolato a circa due chilometri dal paese, raggiungibile con una mulattiera. San Giovanni Rotondo è un centro agricolo povero, segnato dall'analfabetismo e dalle tensioni sociali del dopoguerra. Chi vuole capire com'era quel luogo e come è diventato uno dei santuari più visitati d'Europa può leggere la nostra guida a San Giovanni Rotondo, dedicata a cosa vedere oggi tra chiese, convento e Casa Sollievo.
Nei primi anni Padre Pio è soprattutto direttore spirituale dei ragazzi del piccolo seminario serafico ospitato nel convento e confessore di un gruppo crescente di fedeli del paese. Tutto cambia nel settembre del 1918.
Il frate del confessionale
Dopo le stimmate la fama di Padre Pio si diffonde con rapidità impressionante. Nel 1919 i giornali ne parlano, e a San Giovanni Rotondo cominciano ad arrivare folle da tutta Italia. Il paese si riempie di pellegrini, sorgono le prime locande, i contadini affittano stanze. Molti arrivano per curiosità, per vedere il "santo vivo" o per chiedere una grazia; moltissimi tornano a casa dopo essersi confessati.
Il cuore del ministero di Padre Pio, infatti, non sono i fenomeni straordinari ma il confessionale. Per decenni passerà ogni giorno molte ore a confessare, la mattina le donne in chiesa e gli uomini in sacrestia. Con l'aumento delle richieste, negli anni Cinquanta i frati introdurranno un sistema di prenotazione con biglietti numerati, per evitare risse e accaparramenti davanti al confessionale. Torneremo sulla confessione in una sezione apposita, perché è la chiave per capire il santo.
Una giornata di Padre Pio
Le testimonianze dei confratelli permettono di ricostruire la giornata tipo degli anni della maturità, con poche variazioni fino alla vecchiaia:
- la notte e l'alba: sveglia molto presto, lunga preparazione alla Messa in preghiera;
- la Messa del mattino: celebrata all'alba, per anni alle 5, con una partecipazione intensissima e una durata che nei primi decenni superava spesso l'ora;
- la mattinata in confessionale: confessioni fino a mezzogiorno;
- il pranzo: frugalissimo, spesso appena qualche boccone; era noto per mangiare pochissimo;
- il pomeriggio: ancora confessioni, il saluto ai fedeli dalla finestra o nel corridoio, la recita del Vespro, la benedizione;
- la sera: il Rosario, recitato quasi ininterrottamente nel corso della giornata, la corrispondenza, la preghiera notturna.
A chi gli chiedeva quante corone del Rosario recitasse, rispondeva con battute che i confratelli hanno riportato in vari modi; quel che è certo è che la corona non gli usciva quasi mai dalle mani. Chiamava il Rosario "l'arma", e invitava i figli spirituali a recitarlo ogni giorno.

Le stimmate di Padre Pio
Le stimmate di Padre Pio sono il fenomeno che più ha fatto discutere, credenti e non credenti, per tutto il Novecento. Per raccontarle con onestà bisogna distinguere tre piani: quello che lui stesso ha scritto, quello che hanno osservato i medici, e quello che la Chiesa ha detto e non ha detto.
Le stimmate invisibili: Pietrelcina, 1910
Nelle lettere ai suoi direttori spirituali Padre Pio racconta di aver ricevuto già nel 1910, a Pietrelcina, dolori acuti e arrossamenti alle mani e ai piedi, nei punti delle piaghe di Cristo. In una lettera a padre Benedetto del settembre 1911 descrive un segno rosso al centro dei palmi, con un dolore acutissimo, e prega che il fenomeno resti nascosto. La tradizione di Pietrelcina colloca questo primo dono a Piana Romana, sotto un olmo dove il giovane sacerdote si ritirava a pregare: oggi l'olmo, o meglio ciò che ne resta, è custodito in una cappella, la stessa in cui ha pregato Papa Francesco nel 2018.
Si parla quindi di "stimmate invisibili": dolore senza ferita aperta, che Padre Pio chiede insistentemente al Signore di non rendere visibile. Lo scrive con candore: accetta il dolore, ma si vergogna dei segni.
La trasverberazione: 5 agosto 1918
Nell'agosto del 1918, mentre confessa i ragazzi del seminario, Padre Pio vive quella che la tradizione mistica chiama "trasverberazione": la sensazione di essere trafitto al cuore da una lancia di fuoco, come era stato descritto da santa Teresa d'Avila. Nelle lettere a padre Benedetto racconta di aver visto un personaggio celeste che gli scagliava contro un'arma "come una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata", e di essere rimasto per giorni in uno stato di dolore e di abbandono. Le fonti datano l'esperienza tra il 5 e il 7 agosto 1918.
20 settembre 1918: le stimmate nel coro della chiesetta
La mattina di venerdì 20 settembre 1918, dopo la Messa, Padre Pio si ferma a pregare nel coro della vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie, davanti a un crocifisso ligneo. È solo: i confratelli sono fuori e i ragazzi del seminario sono in ricreazione. Il racconto più importante di quella mattina è il suo, contenuto in una lettera a padre Benedetto del 22 ottobre 1918, scritta per obbedienza: descrive un "misterioso personaggio" simile a quello di agosto, con mani, piedi e costato che grondavano sangue, e il ritrovarsi, quando la visione scompare, con mani, piedi e costato trafitti e sanguinanti.
Da quel giorno le ferite resteranno aperte, sanguinanti e dolorose per cinquant'anni, fino a pochi giorni prima della morte. Quel crocifisso, oggi chiamato "Crocifisso delle stimmate", si trova ancora nel coro della chiesa antica e si può vedere durante la visita al convento; è uno dei momenti più intensi di ogni pellegrinaggio da Padre Pio.
Com'erano le ferite
Le descrizioni dei medici e dei confratelli concordano su alcuni elementi essenziali:
- mani: una lesione circolare al centro del palmo e una corrispondente sul dorso, coperta da una crosta scura, con perdita di sangue quotidiana;
- piedi: lesioni analoghe sul dorso e sulla pianta;
- costato: una ferita sul lato sinistro del torace, a forma di croce secondo alcuni testimoni, che sanguinava più abbondantemente;
- assenza di infezione: nonostante il sanguinamento continuo per decenni, le piaghe non andarono mai in suppurazione e non guarirono;
- dolore: costante, più forte in certi giorni, in particolare il venerdì e durante la Settimana Santa.
Per pudore Padre Pio porterà sempre dei mezzi guanti di lana scura, che toglieva solo durante la Messa. Chi lo ha visto celebrare ricorda come cercasse di nascondere le mani anche all'altare, tirando le maniche del camice. Molti di quei guanti oggi sono reliquie, custodite e venerate.
Un dato importante, riferito dai testimoni presenti: nei giorni precedenti la morte, nel settembre 1968, le ferite si richiusero progressivamente, e dopo il decesso sulla pelle non risultò alcuna cicatrice. Il fatto venne verbalizzato e fotografato.
Gli esami medici: Romanelli, Bignami, Festa
Dopo il 1918 i superiori dei Cappuccini, preoccupati per la risonanza del fenomeno, dispongono una serie di esami medici. Le tre visite principali del 1919–1920 sono queste.
| Medico | Quando | Esito in sintesi |
|---|---|---|
| Luigi Romanelli, primario dell'ospedale di Barletta | maggio 1919 (e visite successive) | descrive ferite vere, profonde, non spiegabili con cause naturali note; esclude la simulazione |
| Amico Bignami, patologo dell'Università di Roma, di formazione positivista | luglio 1919 | riconosce le lesioni, ma ipotizza un'origine neurotica, mantenuta forse con sostanze chimiche; ordina un bendaggio sigillato per alcuni giorni |
| Giorgio Festa, medico romano | ottobre 1919, poi 1920 e 1925 | descrive con precisione le ferite, ne sottolinea la persistenza e l'assenza di infezione; le ritiene inspiegabili scientificamente |
L'esperimento voluto da Bignami è il più noto. Le mani e i piedi del frate vengono fasciati e le fasce sigillate, sotto il controllo di confratelli, per otto giorni: se le ferite fossero state tenute aperte artificialmente, l'impossibilità di toccarle avrebbe dovuto portarle a cicatrizzare. Secondo i confratelli incaricati del controllo, al termine del periodo le ferite continuavano a sanguinare come prima. Bignami non tornò a riesaminarle, e la sua relazione restò sulla linea dell'ipotesi naturale.
Padre Agostino Gemelli e la sua tesi
Il nome più discusso è quello di padre Agostino Gemelli, francescano, medico e psicologo, fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Gemelli va a San Giovanni Rotondo nell'aprile del 1920. Non ottiene di esaminare le ferite: Padre Pio, secondo la ricostruzione più accreditata, gli chiede un'autorizzazione scritta dei superiori che Gemelli non ha. Il colloquio è breve e teso. Ne nasce un giudizio molto negativo, che Gemelli esprime in scritti riservati al Sant'Uffizio, parlando di un fenomeno di origine isterica e di autosuggestione.
Per decenni Gemelli è stato considerato il grande avversario di Padre Pio. Gli studi più recenti, basati sugli archivi del Sant'Uffizio aperti fino al 1939, offrono un quadro più sfumato: lo storico Francesco Castelli, nel volume "Padre Pio e il Sant'Uffizio (1918-1939)", pubblicato da Studium nel 2011, mostra che Gemelli non fu il regista dell'indagine, anche se il suo parere pesò. Gemelli stesso, nel 1933, scrisse al Sant'Uffizio di non aver mai pubblicato nulla su Padre Pio. Resta il fatto che il suo giudizio, mai fondato su un esame diretto delle ferite, contribuì a creare un clima di sospetto.
Cosa dice la Chiesa sulle stimmate
Su un punto è bene essere precisi. La Chiesa, beatificando e canonizzando Padre Pio, non ha "certificato" il carattere soprannaturale delle stimmate. Le cause dei santi giudicano l'eroicità delle virtù, cioè la qualità della vita cristiana, e i miracoli avvenuti dopo la morte per intercessione del candidato. Le stimmate fanno parte della sua storia e della devozione popolare, sono state rispettate e venerate, ma la santità di Padre Pio è stata riconosciuta per la sua fede, la sua carità, la sua obbedienza e la sua preghiera, non per le ferite.
Questo non toglie nulla al loro valore spirituale: Giovanni Paolo II, nell'omelia della canonizzazione, ha letto tutta la vita di Padre Pio come partecipazione alla Passione di Cristo. Ma aiuta a evitare due errori opposti: liquidare il fenomeno come truffa, contro quanto osservato da medici seri e indipendenti, e farne una sorta di prova scientifica della fede, cosa che la Chiesa non ha mai fatto.

Le indagini del Sant'Uffizio e la riabilitazione
La storia di Padre Pio non è quella di un santo applaudito da tutti. Per lunghi periodi la Santa Sede lo ha guardato con diffidenza, ha limitato il suo ministero e lo ha sottoposto a indagini. Raccontare questa parte non significa ridimensionarlo: al contrario, è proprio il modo in cui Padre Pio ha vissuto quelle prove che la Chiesa ha considerato un segno della sua santità.
Le origini del sospetto
Dopo il 1919 il clamore attorno al frate è enorme. Ai pellegrini sinceri si mescolano commercianti di "reliquie" vere o presunte, giornalisti a caccia di sensazioni, devoti esaltati. In paese si creano fazioni, anche attorno al clero locale. Nel 1920 il vescovo di Foggia, monsignor Salvatore Bella, raccoglie le dichiarazioni giurate di un farmacista e di una sua cugina, che sostengono di aver fornito al frate acido fenico e veratrina, insinuando che si procurasse le ferite. Queste carte arrivano a Roma, insieme ai pareri negativi già ricordati.
La visita apostolica di monsignor Rossi (1921)
Nel 1921 il Sant'Uffizio invia a San Giovanni Rotondo un visitatore apostolico con pieni poteri, monsignor Raffaello Carlo Rossi, vescovo di Volterra, carmelitano. Rossi interroga a lungo Padre Pio, i confratelli, il clero locale, esamina le ferite. La sua relazione, rimasta riservata per decenni e resa nota dagli studi sugli archivi, è sostanzialmente favorevole: descrive un religioso sincero, obbediente, di vita esemplare, e ritiene che le stimmate non siano opera di frode e che non manchino ragioni per considerarle un dono soprannaturale. Spiega anche l'uso dell'acido fenico, adoperato per disinfettare le siringhe usate per i ragazzi del seminario durante l'epidemia di febbre spagnola.
I provvedimenti del 1922–1923
Nonostante la relazione Rossi, a Roma prevale la prudenza. Il 2 giugno 1922 il Sant'Uffizio adotta le prime misure: Padre Pio deve evitare ogni singolarità, celebrare a orari variabili e possibilmente in privato, non benedire la folla, non mostrare le ferite, non rispondere alle lettere di carattere spirituale. Si pensa anche di trasferirlo lontano dal Gargano, e padre Benedetto, suo direttore spirituale, viene allontanato.
Il 31 maggio 1923 il Sant'Uffizio pubblica una dichiarazione secondo cui, dopo l'inchiesta, "non consta" della soprannaturalità dei fatti attribuiti a Padre Pio, ed esorta i fedeli ad adeguarsi. È una formula sospensiva, che non dichiara falsi i fenomeni ma rifiuta di avallarli. Nel giugno 1923 gli viene ordinato di celebrare solo in privato; la reazione della popolazione è così forte che dopo pochi giorni torna a celebrare in chiesa. L'ipotesi del trasferimento, nell'agosto 1923, viene accantonata anche per il timore di disordini: in paese c'era chi era pronto a impedire con la forza la partenza del frate.
La "prigionia" del 1931–1933
Il momento più duro arriva nel 1931. Con un provvedimento comunicato il 23 maggio, Padre Pio viene privato di tutte le facoltà del ministero tranne la celebrazione della Messa, che però deve avvenire in privato, nella cappella interna del convento, senza fedeli. Non può confessare né incontrare i fedeli. Per due anni vive come un recluso, celebrando da solo, pregando, leggendo, scrivendo poco.
I testimoni ricordano la sua obbedienza. A chi lo spingeva a reagire rispondeva che la mano della Chiesa è dolce anche quando percuote. Lo storico Castelli ha mostrato che Pio XI seguì personalmente la vicenda, intervenendo in molte delle sedute dei cardinali, e che proprio il Papa, raccolte nuove informazioni, decise di ridargli gradualmente le facoltà. Il 16 luglio 1933 Padre Pio torna a celebrare in chiesa; il 25 marzo 1934 riprende a confessare gli uomini e il 12 maggio 1934 le donne.
Gli anni Sessanta: la seconda visita apostolica e la piena libertà
Una seconda stagione di sospetti si apre tra la fine degli anni Cinquanta e il 1960, sotto Giovanni XXIII, legata anche alla gestione delle ingenti offerte destinate all'ospedale e a polemiche interne al convento. Nel 1960 viene inviato un nuovo visitatore apostolico, monsignor Carlo Maccari, e seguono nuove restrizioni sulle modalità del ministero. Nel 1964, con Paolo VI, il Sant'Uffizio comunica che Padre Pio può esercitare il suo ministero in piena libertà.
Nel 1971, tre anni dopo la morte, Paolo VI parla di lui ai superiori dei Cappuccini con parole che sono diventate celebri, definendolo "un uomo di preghiera e di sofferenza" e ricordando che la sua fama mondiale non nasceva dalla cultura o dai mezzi, ma dal fatto che "diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera". È la riabilitazione più autorevole, prima ancora dell'apertura della causa.
Perché questa storia conta ancora
Molti pellegrini restano sorpresi quando, durante la visita al convento, la guida racconta della cella in cui Padre Pio visse il periodo delle restrizioni. È uno dei passaggi che più colpiscono chi va a San Giovanni Rotondo: un santo che la Chiesa ha prima messo alla prova e poi riconosciuto, e che nel frattempo non ha mai smesso di obbedire. Per un credente, la lezione è chiara: la santità non è popolarità, e l'obbedienza può essere più eloquente dei miracoli.
Casa Sollievo della Sofferenza: la carità che diventa ospedale
"Una casa per il sollievo della sofferenza"
Se il confessionale è il cuore del ministero di Padre Pio, la Casa Sollievo della Sofferenza è il suo frutto più visibile. L'idea matura negli anni Trenta, davanti a una realtà drammatica: sul Gargano non c'è un ospedale degno di questo nome, e i malati devono affrontare viaggi lunghi e costosi per farsi curare. Padre Pio non vuole una semplice infermeria, ma una "casa" dove il malato sia accolto come persona, curato con la migliore medicina del tempo e sostenuto nella fede. Il nome stesso dice tutto: non ospedale, ma sollievo.
La sera del 9 gennaio 1940, nella cella di Padre Pio, alcuni figli spirituali costituiscono il primo comitato e mettono insieme le prime offerte. La guerra blocca tutto, ma subito dopo il conflitto il progetto riparte. Un contributo decisivo arriva da Barbara Ward, giornalista inglese, che ottiene per l'opera un finanziamento dall'agenzia per la ricostruzione postbellica (UNRRA). I lavori cominciano il 19 maggio 1947, su un terreno roccioso a pochi passi dal convento.
L'inaugurazione del 5 maggio 1956
La Casa Sollievo della Sofferenza viene inaugurata il 5 maggio 1956, alla presenza del cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, e di una folla immensa. Padre Pio, nel breve discorso inaugurale, presenta l'opera come frutto della Provvidenza e della generosità di tanti benefattori, e affida a medici e infermieri la missione di curare insieme il corpo e lo spirito del malato. L'ospedale nasce fin dall'inizio con l'ambizione di offrire una medicina all'avanguardia.
Padre Pio non era formalmente il proprietario dell'opera: con il voto di povertà non poteva possedere beni. Papa Pio XII gli concesse una dispensa per poterla amministrare, e lui ne dispose la cessione alla Santa Sede, che ne è tuttora proprietaria.
Casa Sollievo oggi
Oggi la Casa Sollievo della Sofferenza è un grande ospedale con riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS), con reparti di eccellenza e attività di ricerca, ed è uno dei poli sanitari principali del Mezzogiorno. Il complesso si vede bene dal piazzale del santuario: è una presenza imponente, che ricorda a ogni pellegrino che la devozione a Padre Pio non è fatta solo di candele e di preghiere, ma anche di cura concreta dei malati. Nel 2018 Papa Francesco, visitando San Giovanni Rotondo, ha voluto fermarsi proprio davanti all'ospedale per benedire i malati e incontrare i bambini del reparto di oncoematologia pediatrica.
Durante il nostro viaggio a San Giovanni Rotondo la visita della Casa Sollievo è prevista compatibilmente con gli orari di apertura: è un momento sobrio e silenzioso, nel rispetto dei malati e del personale.

I Gruppi di preghiera di Padre Pio
Un'idea nata da un appello del Papa
L'altra grande eredità di Padre Pio sono i Gruppi di preghiera. Nascono nel 1942, durante la Seconda guerra mondiale, in risposta agli appelli di Pio XII che invitava i cattolici a pregare insieme per la pace. Padre Pio raccoglie l'invito e chiede ai suoi figli spirituali di riunirsi regolarmente, nelle loro parrocchie, per pregare insieme. Il suo invito, ripreso in molte forme dai testimoni, era semplice: pregate, e pregate insieme.
Per Padre Pio i Gruppi di preghiera e la Casa Sollievo erano due facce della stessa realtà: la preghiera sostiene la carità, e la carità rende vera la preghiera. Li chiamava, secondo una formula molto citata, "vivai di fede e focolai d'amore".
Come funzionano oggi
I Gruppi di preghiera di Padre Pio sono presenti in Italia e in molti Paesi del mondo, con migliaia di gruppi. Si riuniscono di norma una volta al mese in una parrocchia, sotto la guida di un sacerdote assistente nominato dal vescovo, e la loro attività è coordinata dal Centro internazionale con sede a San Giovanni Rotondo, collegato alla Casa Sollievo della Sofferenza. Lo statuto è stato approvato dalla Santa Sede. La preghiera tipica comprende la Messa, il Rosario, l'adorazione eucaristica e un momento di formazione.
Il primo convegno internazionale dei Gruppi si tenne a San Giovanni Rotondo proprio nei giorni della morte del Padre, il 22 settembre 1968. Nel 2016, durante il Giubileo della Misericordia, Papa Francesco ha ricevuto in udienza in Piazza San Pietro i Gruppi di preghiera venuti a Roma per accompagnare le spoglie del santo.
Se fai parte di un Gruppo di preghiera e vuoi organizzare un pellegrinaggio con la tua parrocchia, noi organizziamo viaggi organizzati a San Giovanni Rotondo anche per gruppi già formati, con partenze dedicate e programmi adattati.

La morte di Padre Pio, la beatificazione e la canonizzazione
Gli ultimi anni
Negli ultimi anni di vita Padre Pio è un uomo stanco e malato. Soffre di asma, di disturbi renali, di dolori articolari; dal 29 marzo 1968 è costretto a usare una sedia a rotelle per gli spostamenti più lunghi. Continua però a celebrare e, per quanto le forze glielo permettono, a confessare. Ai confratelli confida spesso il desiderio di "andarsene", con una serenità che stupisce chi gli sta accanto.
Il 20 settembre 1968 ricorre il cinquantesimo anniversario delle stimmate. A San Giovanni Rotondo affluiscono migliaia di persone, e proprio in quei giorni si tiene il primo convegno internazionale dei Gruppi di preghiera. La chiesa nuova di Santa Maria delle Grazie, costruita accanto alla chiesetta antica e consacrata nel 1959, è gremita.
22 e 23 settembre 1968
Domenica 22 settembre, su richiesta dei superiori, Padre Pio celebra una Messa cantata per i pellegrini dei Gruppi di preghiera. È visibilmente sfinito: alla fine quasi si accascia, e deve essere sorretto. Dal balcone saluta la folla per l'ultima volta. È la sua ultima Messa e la sua ultima benedizione.
Nella notte si sente male. Chiede di confessarsi, rinnova i voti religiosi, riceve l'Unzione degli infermi. I confratelli presenti ricordano che ripeteva i nomi di "Gesù" e "Maria" fino agli ultimi momenti. Muore alle 2:30 del 23 settembre 1968, nella sua cella, a 81 anni. Al momento della morte, come accennato, le stimmate erano scomparse senza lasciare cicatrici.
I funerali si celebrano il 26 settembre 1968, con una partecipazione popolare che le cronache del tempo descrivono come immensa: si parlò di circa centomila persone, arrivate da tutta Italia e dall'estero. Il corpo viene sepolto nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Grazie, in una tomba di granito che per quarant'anni sarà meta ininterrotta di pellegrinaggi.
Il lungo cammino della causa
L'iter della causa di beatificazione è lungo e accurato, anche per il peso delle vicende del passato. Ecco le tappe principali, secondo la documentazione ufficiale:
- 4 novembre 1969: i Cappuccini avviano i primi passi per la causa;
- 29 novembre 1982: la Santa Sede concede il nulla osta all'apertura della causa;
- 20 marzo 1983: si apre il processo diocesano a Manfredonia, che si chiude il 21 gennaio 1990 dopo aver raccolto migliaia di pagine di testimonianze;
- 7 dicembre 1990: la Congregazione delle Cause dei Santi riconosce la validità giuridica del processo;
- 18 dicembre 1997: alla presenza di Giovanni Paolo II viene promulgato il decreto sull'eroicità delle virtù, e Padre Pio diventa "Venerabile";
- 21 dicembre 1998: decreto sul miracolo per la beatificazione;
- 2 maggio 1999: beatificazione;
- 20 dicembre 2001: decreto sul miracolo per la canonizzazione;
- 16 giugno 2002: canonizzazione.
Il primo miracolo: la guarigione di Consiglia De Martino
Il miracolo riconosciuto per la beatificazione riguarda Consiglia De Martino, una signora di Salerno, madre di famiglia, devota del Padre e legata ai Gruppi di preghiera. Il 1° novembre 1995 accusa forti dolori al torace e al collo; il ricovero e le TAC rivelano la rottura del dotto toracico, con un enorme versamento di liquido linfatico, circa due litri, che forma una tumefazione evidente sotto la clavicola sinistra. È programmato un intervento chirurgico delicato.
Nel frattempo i familiari chiedono preghiere a fra Modestino da Pietrelcina, frate cappuccino di San Giovanni Rotondo, che prega sulla tomba di Padre Pio per la sua guarigione. Nel giro di pochi giorni, e prima dell'intervento, la raccolta di liquido scompare e gli esami mostrano la risoluzione completa del quadro, senza cure in grado di spiegarla. La signora viene dimessa il 6 novembre 1995. Il caso viene esaminato dal tribunale ecclesiastico di Salerno-Campagna-Acerno tra il 1996 e il 1997; la consulta medica della Congregazione giudica la guarigione rapida, completa, duratura e scientificamente inspiegabile.
2 maggio 1999: la beatificazione
Il 2 maggio 1999 Giovanni Paolo II proclama beato Padre Pio da Pietrelcina in Piazza San Pietro. La folla è tale che la cerimonia viene seguita su maxischermi anche in piazza San Giovanni in Laterano e, naturalmente, a San Giovanni Rotondo. È una delle beatificazioni più partecipate della storia recente. Il giorno dopo il Papa riceve i pellegrini arrivati per l'occasione.
Il secondo miracolo: Matteo Pio Colella
Il miracolo per la canonizzazione è accaduto proprio nell'ospedale fondato da Padre Pio. Matteo Pio Colella, un bambino di sette anni di San Giovanni Rotondo, figlio di un medico della Casa Sollievo della Sofferenza, il 20 gennaio 2000 viene ricoverato con febbre altissima e macchie violacee sulla pelle: è una meningite fulminante, che porta a shock settico, arresto cardiaco e insufficienza di più organi. I medici della rianimazione considerano il caso disperato.
La madre, Maria Lucia Ippolito, prega sulla tomba di Padre Pio; molti frati e Gruppi di preghiera si uniscono. Contro ogni previsione il bambino esce dal coma dopo alcuni giorni e, nelle settimane successive, recupera completamente, senza i danni neurologici e gli esiti che ci si sarebbe attesi; viene dimesso il 6 febbraio 2000. Secondo quanto raccontato in seguito dalla famiglia, il bambino, risvegliatosi, disse di aver visto accanto a sé un anziano frate con la barba. La consulta medica, nel novembre 2001, definisce la guarigione rapida, completa, duratura e scientificamente inspiegabile.
16 giugno 2002: San Pio da Pietrelcina
Il 16 giugno 2002 Giovanni Paolo II canonizza Padre Pio in Piazza San Pietro davanti a una folla enorme, con collegamenti in tutto il mondo. Da quel giorno il nome liturgico è San Pio da Pietrelcina, e il 23 settembre, giorno della morte, diventa la sua memoria nel Calendario romano generale.
Nell'omelia il Papa commenta il Vangelo del giorno, "Il mio giogo è soave e il mio carico leggero", e legge la vita di Padre Pio come una continua partecipazione alla croce di Cristo, vissuta senza amarezza. Alla fine rivolge al nuovo santo una preghiera, che riportiamo più avanti nella sezione dedicata alle preghiere.
Karol Wojtyła e Padre Pio: un legame personale
Il legame tra Giovanni Paolo II e Padre Pio non era solo istituzionale. Nell'aprile del 1947 il giovane sacerdote polacco Karol Wojtyła, allora studente a Roma, andò a San Giovanni Rotondo, assistette alla Messa del Padre e si confessò da lui. Nel novembre 1962, da vescovo ausiliare di Cracovia, presente a Roma per il Concilio, scrisse a Padre Pio chiedendo preghiere per una madre di famiglia polacca, la dottoressa Wanda Półtawska, gravemente malata; pochi giorni dopo gli scrisse di nuovo per ringraziare, perché la donna era guarita prima dell'operazione prevista. Le due lettere sono conservate e sono state pubblicate.
Da Papa, Giovanni Paolo II è tornato a San Giovanni Rotondo il 23 maggio 1987, nel centenario della nascita del frate. Dopo di lui sono venuti in pellegrinaggio sulla tomba Benedetto XVI, il 21 giugno 2009, e Papa Francesco, il 17 marzo 2018, che quel giorno visitò prima Pietrelcina e poi San Giovanni Rotondo.

I miracoli di Padre Pio e i carismi attribuiti
Attorno a Padre Pio sono fiorite, già in vita, centinaia di storie di fatti straordinari. Alcune sono documentate da più testimoni, altre sono tramandate a voce, altre ancora sono chiaramente leggende. Qui le presentiamo per quello che sono: racconti di testimoni, che la Chiesa non ha "certificato" uno per uno e che non sono necessari alla fede. I soli miracoli riconosciuti ufficialmente sono i due della causa di beatificazione e canonizzazione, di cui abbiamo parlato sopra.
La bilocazione
Il carisma più famoso tra quelli attribuiti a Padre Pio è la bilocazione, cioè la presenza contemporanea in due luoghi diversi. Il racconto più antico è suo: il 18 gennaio 1905, mentre si trovava nel convento di Sant'Elia a Pianisi, il giovane studente fra Pio scrisse di essersi trovato "spiritualmente" in una casa signorile di Udine, nel momento in cui nasceva una bambina e moriva il padre di lei. Anni dopo, a San Giovanni Rotondo, una donna di nome Giovanna Rizzani, nata a Udine proprio in quella notte, venne a confessarsi e, secondo il suo racconto, il Padre le disse di averla conosciuta il giorno della nascita.
Altri episodi riguardano apparizioni a soldati durante la guerra, visite a malati lontani, e un celebre racconto legato al generale Luigi Cadorna dopo Caporetto, che però è tramandato senza documenti solidi. A chi gli chiedeva come facesse, Padre Pio rispondeva in modo evasivo, a volte con una battuta.
Il profumo
Molti testimoni hanno parlato di un profumo intenso, di fiori, di viole, di incenso, a volte di tabacco, percepito vicino al Padre o anche a distanza, come segno della sua presenza o della sua preghiera. Curiosamente questo profumo veniva avvertito anche vicino alle bende e agli oggetti che avevano toccato le sue ferite. Il medico Giorgio Festa, durante le sue visite, riferì di averlo percepito portando con sé un panno intriso del sangue del costato.
Per i devoti il "profumo di Padre Pio" è ancora oggi un segno discreto della sua vicinanza. Per chi non crede, si tratta di suggestioni. Noi ci limitiamo a registrare che il fenomeno è stato riferito da persone molto diverse tra loro, anche scettiche, e che lo stesso Padre Pio non gli dava alcuna importanza.
La lettura dei cuori
Più ancora della bilocazione, i testimoni ricordano la sua capacità di "leggere nei cuori": nel confessionale ricordava ai penitenti peccati che avevano taciuto o dimenticato, indicava con precisione situazioni che non poteva conoscere, rimandava via chi si presentava senza un vero pentimento. Questa durezza, a volte spiazzante, ha portato molte persone a tornare dopo mesi o anni, cambiate. Diversi convertiti celebri, anche lontanissimi dalla fede, hanno raccontato di essere stati "smascherati" con una sola frase.
Guarigioni, conversioni, profezie
Le guarigioni attribuite all'intercessione di Padre Pio, in vita e dopo la morte, sono numerosissime e vengono ancora oggi segnalate al convento. Le più note in vita riguardano persone malate di tumore, cieche o paralizzate. Accanto alle guarigioni, i testimoni raccontano di profezie, di conoscenza di eventi lontani, di lotte notturne con il demonio, documentate nelle lettere ai direttori spirituali, e del dono delle lacrime durante la Messa.
Come leggere i carismi con equilibrio
Come pellegrini e come cristiani, la regola che suggeriamo è la stessa che Padre Pio applicava a se stesso: non cercare il fenomeno, cercare Dio. Lui era molto infastidito da chi andava a San Giovanni Rotondo per vedere "il santo che fa miracoli"; li rimandava al confessionale e all'altare. La Chiesa stessa, quando ha giudicato la sua vita, si è concentrata sulle virtù e non sui prodigi. I racconti dei testimoni hanno valore come testimonianze di fede, ma la fede non dipende da essi.
La confessione e la direzione spirituale
Il confessore di una moltitudine
Se si chiede ai frati di San Giovanni Rotondo quale sia stata la vera missione di Padre Pio, la risposta è sempre la stessa: il confessionale. Per più di cinquant'anni, con l'eccezione del periodo delle restrizioni, ha confessato ogni giorno per molte ore uomini e donne di ogni condizione: contadini del Gargano, intellettuali, politici, attori, soldati, sacerdoti. I numeri esatti non sono documentabili, ma è certo che si tratta di una moltitudine di persone.
Il suo stile era essenziale. Confessioni brevi, poche parole, a volte una sola frase. Poteva essere tenerissimo con chi era schiacciato dal peso dei propri peccati, e durissimo con chi si presentava per curiosità, per abitudine o senza vero proposito di cambiare. Alcuni penitenti venivano mandati via senza assoluzione, e raccontano che quel rifiuto fu l'inizio di una conversione autentica.
"Figli spirituali"
Accanto alla confessione c'era la direzione spirituale. Padre Pio aveva un gran numero di "figli spirituali", persone che lo seguivano con continuità, spesso per corrispondenza nei primi anni e poi di persona. Ai figli spirituali chiedeva poche cose, ma con fermezza:
- la Messa, possibilmente quotidiana, vissuta con raccoglimento;
- la confessione frequente, idealmente ogni settimana;
- il Rosario ogni giorno;
- la meditazione e la lettura spirituale;
- l'esame di coscienza la sera;
- la carità concreta verso il prossimo, a partire dalla famiglia.
Nel suo Epistolario ci sono centinaia di lettere di direzione spirituale, soprattutto degli anni 1915–1923, quando gli era ancora permesso di rispondere per iscritto. Sono testi pieni di buon senso, che insistono sulla pace del cuore, sulla fiducia in Dio e sulla lotta contro l'ansia e lo scoraggiamento: è da qui che nasce il suo invito più famoso, "Prega, spera e non agitarti".
Una lezione per il pellegrino di oggi
Chi parte per un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo troverà ancora oggi molti sacerdoti disponibili per le confessioni nel santuario, con un servizio organizzato durante tutta la giornata e confessori in varie lingue. Per molti pellegrini è il momento più importante del viaggio: non a caso nel nostro programma lasciamo sempre spazio per la confessione e la preghiera personale. È il modo più fedele per onorare un santo che ha passato la vita in un confessionale.

Frasi celebri di Padre Pio
Le frasi di Padre Pio circolano ovunque: sui santini, nei calendari, sui social. Molte sono autentiche, altre sono parafrasi, altre ancora sono attribuzioni senza fondamento. Qui raccogliamo alcune delle più note, indicando per ciascuna la provenienza come la tramanda la tradizione cappuccina: le lettere dell'Epistolario, i ricordi dei confratelli e dei figli spirituali, le prediche e i consigli raccolti dai testimoni.
"Prega, spera e non agitarti"
"Prega, spera e non agitarti. L'agitazione non giova a nulla. Iddio è misericordioso e ascolterà la tua preghiera."
È considerato il motto di Padre Pio, e riassume il nucleo della sua direzione spirituale: la fiducia in Dio vince l'ansia. La frase è tramandata dai suoi figli spirituali come un consiglio che ripeteva spesso, a voce e per lettera, e concetti analoghi ricorrono di continuo nell'Epistolario. I Gruppi di preghiera la usano ancora oggi come sintesi del suo insegnamento.
Sul Rosario
"Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario."
È una delle raccomandazioni che i testimoni riportano più spesso, insieme alla definizione del Rosario come "l'arma" del cristiano. Padre Pio non si separava mai dalla corona, e chiedeva a tutti di recitarla ogni giorno.
Sulla preghiera e la meditazione
"Nei libri si cerca Dio, nella meditazione si trova."
Il concetto, tramandato dai figli spirituali in varie formulazioni, è coerente con quanto il Padre scriveva nelle lettere di direzione: lo studio è utile, ma è nel silenzio della preghiera personale che si incontra davvero il Signore. Raccomandava a tutti almeno un breve tempo di meditazione ogni giorno, anche a chi aveva una vita piena di lavoro e di famiglia.
Sulla sua missione
"Voglio essere solo un povero frate che prega."
È una delle frasi più citate per descrivere l'umiltà di Padre Pio, che si irritava quando lo chiamavano santo in vita. La tradizione la riporta come risposta a chi gli attribuiva poteri straordinari.
Sul dopo
"Farò più rumore da morto che da vivo."
È la frase più "profetica" attribuita al Padre dai testimoni degli ultimi anni. Guardando ai milioni di pellegrini che ogni anno salgono a San Giovanni Rotondo, alla diffusione mondiale dei Gruppi di preghiera e alla canonizzazione, molti la considerano realizzata.
Una nota sulle frasi false
Circolano in rete decine di frasi attribuite a Padre Pio che non trovano riscontro né nell'Epistolario né nelle testimonianze dei confratelli: aforismi motivazionali, citazioni sulla felicità, frasi d'amore. Se vuoi conoscere il suo pensiero autentico, la fonte più sicura resta l'Epistolario, pubblicato in quattro volumi dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, insieme alle raccolte curate dai Cappuccini di San Giovanni Rotondo.

L'esumazione del 2008 e le ostensioni del corpo di San Pio
Perché il corpo è stato esumato
Per quasi quarant'anni il corpo di Padre Pio è rimasto nella tomba di granito della cripta di Santa Maria delle Grazie. All'inizio del 2008, in vista del quarantesimo anniversario della morte, l'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico D'Ambrosio, annunciò la ricognizione canonica della salma, con l'intenzione di preparare un'ostensione ai fedeli. Le ricognizioni dei corpi dei santi sono una prassi antica della Chiesa: servono a verificare lo stato dei resti, a garantirne la conservazione e, quando possibile, a permettere la venerazione.
La ricognizione del 3 marzo 2008
L'esumazione avvenne nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2008, alla presenza dell'arcivescovo, dei frati, di medici e di periti. Il corpo fu trovato in condizioni definite "discrete": lo scheletro integro, parti dei tessuti conservate, il volto in parte compromesso. I periti procedettero a un trattamento conservativo, e il volto venne ricoperto da una maschera di silicone modellata sulle fotografie, realizzata da un laboratorio specializzato di Londra, come si fa per altri corpi di santi esposti alla venerazione. Il corpo venne rivestito del saio cappuccino e collocato in un'urna di cristallo.
È importante dirlo con chiarezza, perché online circolano informazioni fantasiose: la Chiesa non ha mai presentato il corpo di Padre Pio come "incorrotto" in senso miracoloso. Lo stato di conservazione è stato descritto per quello che era, e la maschera è dichiarata. Il valore della venerazione non sta nella conservazione del corpo, ma nella memoria di un uomo che la Chiesa riconosce santo.
L'ostensione del 2008–2009
Il 24 aprile 2008 iniziò la prima ostensione pubblica, nella cripta del santuario di Santa Maria delle Grazie. Prevista inizialmente per alcuni mesi, fu prolungata più volte per l'afflusso straordinario di pellegrini, e si concluse il 24 settembre 2009. In quei diciassette mesi le file davanti all'urna furono quasi ininterrotte.
La traslazione nella chiesa di San Pio (2010)
Il 19 aprile 2010 il corpo fu traslato in processione dalla cripta di Santa Maria delle Grazie alla chiesa inferiore del nuovo santuario dedicato a San Pio da Pietrelcina, la grande chiesa progettata da Renzo Piano e consacrata il 1° luglio 2004. Qui fu collocato nella cripta rivestita di mosaici dorati, sotto l'aula principale. La decisione suscitò qualche discussione tra i devoti più legati alla vecchia tomba, ma rispondeva all'esigenza di accogliere numeri di pellegrini che la piccola cripta antica non poteva più sostenere.
L'ostensione permanente dal 2013
Dal 1° giugno 2013, con una Messa presieduta dal cardinale Angelo Amato, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, l'ostensione del corpo è diventata permanente: l'urna di cristallo è visibile ai pellegrini nella cripta della chiesa di San Pio, ed è lì che si trova ancora oggi.
2016: Padre Pio a Roma per il Giubileo della Misericordia
Nel febbraio 2016, per volontà di Papa Francesco, le spoglie di San Pio furono portate a Roma per il Giubileo straordinario della Misericordia, insieme a quelle di san Leopoldo Mandić, il cappuccino confessore di Padova. Il Papa voleva presentare ai fedeli due grandi confessori come segno della misericordia di Dio. Le tappe furono queste:
| Data | Luogo |
|---|---|
| 3–4 febbraio 2016 | Basilica di San Lorenzo fuori le Mura |
| 4–5 febbraio 2016 | Chiesa giubilare di San Salvatore in Lauro, con veglia notturna |
| 5 febbraio 2016 | Processione lungo via della Conciliazione fino a San Pietro |
| 5–11 febbraio 2016 | Basilica di San Pietro, navata centrale, davanti all'altare della Confessione |
Il 6 febbraio Papa Francesco ricevette in Piazza San Pietro i Gruppi di preghiera di Padre Pio, e il 10 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, conferì il mandato ai Missionari della Misericordia davanti alle due urne. L'11 febbraio le reliquie ripartirono per le rispettive sedi.
2017–2018: il ritorno temporaneo nella chiesa antica e la visita di Papa Francesco
Il 26 novembre 2017 il corpo venne trasferito in processione, con una scelta pastorale legata alle difficoltà dei pellegrini nei mesi invernali, nella cripta di Santa Maria delle Grazie, dove era stato venerato per decenni. Rimase lì per l'inverno, e fu proprio lì che, il 17 marzo 2018, Papa Francesco lo venerò durante la sua visita a San Giovanni Rotondo, nel centenario delle stimmate e nel cinquantesimo della morte. Quel giorno il Papa pregò anche davanti al Crocifisso delle stimmate, celebrò la Messa sul sagrato della chiesa di San Pio e benedisse i malati della Casa Sollievo; al mattino, a Pietrelcina, aveva pregato nella cappella che custodisce l'olmo di Piana Romana. Il 18 marzo 2018 il corpo tornò nella chiesa inferiore di San Pio.
Aggiornamento (ottobre 2026): il corpo di San Pio è venerato nella cripta della chiesa di San Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo, in ostensione permanente. In occasioni particolari i frati possono disporre spostamenti temporanei o celebrazioni speciali: prima di partire conviene sempre controllare gli avvisi del santuario. Nel 2026, ottavo centenario della morte di san Francesco d'Assisi, il santuario ha ospitato anche iniziative francescane speciali, come il "Perdono del Gargano" di fine giugno con la presenza del mantello di san Francesco.

I luoghi di Padre Pio: dove andare in pellegrinaggio
La vita di Padre Pio si è svolta quasi interamente in un fazzoletto di Sud Italia, tra il Sannio, il Molise e la Puglia. Visitare questi luoghi significa ripercorrere la sua storia: il paese natale, i conventi della formazione, la città dove ha vissuto mezzo secolo. Ecco una panoramica, dal più "piccolo" al più grande.
| Luogo | Regione | Legame con Padre Pio | Cosa vedere |
|---|---|---|---|
| Pietrelcina | Campania (Benevento) | nascita, infanzia, anni 1909–1916 | casa natale, Torretta, chiesa di Santa Maria degli Angeli, Piana Romana |
| Morcone | Campania (Benevento) | noviziato, 1903–1904 | convento dei Cappuccini e cella del novizio |
| Sant'Elia a Pianisi | Molise (Campobasso) | studi di filosofia | convento dei Cappuccini |
| Venafro | Molise (Isernia) | ottobre–dicembre 1911 | convento dei Cappuccini |
| Foggia | Puglia | febbraio–settembre 1916 | convento e chiesa di Sant'Anna |
| San Giovanni Rotondo | Puglia (Foggia) | 1916–1968, morte e sepoltura | chiesa antica, convento, chiesa di San Pio, Casa Sollievo |
Pietrelcina, il paese natale
Pietrelcina è un borgo di poche migliaia di abitanti a una dozzina di chilometri da Benevento. Il centro storico è piccolo e si visita a piedi: la casa natale nel rione Castello, la Torretta, la chiesa di Santa Maria degli Angeli dove Francesco fu battezzato e dove celebrò la prima Messa. Fuori dal paese, in contrada Piana Romana, si trovano la casa di campagna della famiglia Forgione e la cappella di San Francesco che custodisce i resti dell'olmo delle stimmate invisibili; accanto è sorta un'ampia aula liturgica per i pellegrinaggi.
Nel paese c'è anche il convento dei Cappuccini, sorto nella seconda metà degli anni Venti del Novecento su un terreno che, secondo la tradizione locale, lo stesso Padre Pio aveva indicato anni prima come destinato a un convento. Pietrelcina è meta di pellegrinaggi soprattutto il 25 maggio, anniversario della nascita, e il 20 settembre e il 23 settembre.
Morcone, il noviziato
Il convento dei Cappuccini di Morcone domina il paese dall'alto, a circa trenta chilometri da Benevento. È il luogo dove il quindicenne Francesco Forgione bussò alla porta nel gennaio 1903 e dove divenne fra Pio. Si visitano la chiesa conventuale e la cella del noviziato, conservata in modo semplice, che aiuta a immaginare la vita austera dei novizi cappuccini di inizio Novecento.
Sant'Elia a Pianisi, gli studi e la prima bilocazione
Sant'Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso, è il paese di fra Camillo, il cappuccino questuante che aveva acceso la vocazione del piccolo Francesco. Nel convento del paese fra Pio studiò filosofia, e qui la tradizione colloca l'episodio della bilocazione di Udine del gennaio 1905. Il convento conserva memorie del suo soggiorno ed è meta di pellegrinaggi soprattutto dal Molise e dalla Puglia settentrionale.
Venafro, le estasi del 1911
Il convento cappuccino di Venafro, in provincia di Isernia, ospitò Padre Pio solo per poche settimane, tra la fine di ottobre e il 7 dicembre 1911. Ma è un luogo importante per la storia della sua vita mistica, perché qui padre Agostino da San Marco in Lamis annotò per la prima volta in modo sistematico le estasi e i fenomeni del giovane confratello.
Foggia, la tappa prima del Gargano
A Foggia Padre Pio visse nel convento di Sant'Anna dal 17 febbraio al settembre 1916. Qui incontrò alcune delle prime figlie spirituali, tra cui Raffaelina Cerase, con cui aveva avuto un'intensa corrispondenza e che morì proprio in quei mesi. È anche la città da cui partì per la prima volta verso San Giovanni Rotondo, alla ricerca di un clima più adatto alla sua salute.
San Giovanni Rotondo, la città del santo
San Giovanni Rotondo è il cuore della devozione a Padre Pio. Qui il pellegrino trova la chiesa antica di Santa Maria delle Grazie con il coro e il Crocifisso delle stimmate, il convento con la cella del Padre e i luoghi della sua vita quotidiana, la chiesa nuova di Santa Maria delle Grazie, la grande chiesa di San Pio con la cripta dove è venerato il corpo, la monumentale Via Crucis sulle pendici del monte Castellano e la Casa Sollievo della Sofferenza. A pochi chilometri si trova Monte Sant'Angelo, con l'antichissimo santuario in grotta di San Michele Arcangelo, a cui Padre Pio era molto devoto.
Per una guida pratica con tutto quello che c'è da vedere, i percorsi e i consigli per la visita, ti rimandiamo alla nostra pagina dedicata a San Giovanni Rotondo e al santuario di Padre Pio. Qui ci basta dire che è un luogo che va vissuto con calma: chi ci arriva di corsa, per una visita di poche ore, rischia di vedere molto e di vivere poco.

La festa di San Pio: il 23 settembre
Una memoria per tutta la Chiesa
Il 23 settembre, anniversario della morte, è il giorno della memoria liturgica di San Pio da Pietrelcina nel Calendario romano generale. Si celebra in tutto il mondo cattolico, ma naturalmente con particolare solennità a San Giovanni Rotondo e a Pietrelcina.
Come si celebra a San Giovanni Rotondo
A San Giovanni Rotondo i giorni della festa sono preceduti da una novena di preparazione. La sera del 22 settembre si tiene la veglia, con celebrazioni e momenti di preghiera che proseguono fino a notte inoltrata: alle 2:30, l'ora della morte del Padre, si fa memoria del suo "transito", cioè del passaggio alla vita eterna. Il 23 settembre le Messe si susseguono per tutta la giornata, con una celebrazione solenne presieduta di solito da un cardinale o da un vescovo. Sono giorni di grande afflusso: chi vuole partecipare deve organizzarsi per tempo, soprattutto per l'alloggio.
Le altre date importanti dell'anno
Oltre al 23 settembre, i devoti ricordano altre date legate alla vita del santo:
- 25 maggio: anniversario della nascita, celebrato soprattutto a Pietrelcina;
- 2 maggio: anniversario della beatificazione;
- 16 giugno: anniversario della canonizzazione;
- 10 agosto: anniversario dell'ordinazione sacerdotale;
- 20 settembre: anniversario delle stimmate, molto sentito a San Giovanni Rotondo.
San Pio è anche patrono dei volontari della Protezione Civile italiana, che lo ricordano con iniziative proprie, e protettore invocato da tantissimi malati e da chi lavora negli ospedali.
Preghiera a Padre Pio: i testi tradizionali
In questa sezione raccogliamo le preghiere più legate a Padre Pio: quella che lui stesso recitava ogni giorno per chi gli chiedeva aiuto, quella che recitava dopo la Comunione, l'orazione liturgica della sua memoria e la preghiera che Giovanni Paolo II gli rivolse il giorno della canonizzazione. Sono testi tradizionali e pubblici, che puoi recitare da solo, in famiglia, nel tuo Gruppo di preghiera o durante il pellegrinaggio.
La Coroncina al Sacro Cuore di Gesù
Padre Pio recitava ogni giorno questa coroncina per tutte le persone che si raccomandavano alle sue preghiere. Il testo è attribuito a santa Margherita Maria Alacoque, la mistica della devozione al Sacro Cuore, ed è diffuso dai Cappuccini di San Giovanni Rotondo come "la preghiera di Padre Pio". Si recita così.
1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete e otterrete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto", ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia... (si esprime la grazia che si desidera) Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, qualunque cosa chiederete al Padre mio nel mio nome, Egli ve la concederà", ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia... Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole non passeranno mai", ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia... Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.
O Sacro Cuore di Gesù, a cui è impossibile non avere compassione degli infelici, abbi pietà di noi miseri peccatori, e concedici le grazie che ti domandiamo per mezzo dell'Immacolato Cuore di Maria, tua e nostra tenera Madre. San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi.
Si conclude con la Salve Regina.
È una preghiera breve, che si può recitare in pochi minuti, ma molto densa: si appoggia interamente sulle parole di Gesù nel Vangelo. Ai figli spirituali Padre Pio raccomandava di recitarla con fiducia, senza "pretendere", lasciando a Dio il modo e il tempo della risposta.
"Resta con me, Signore"
È la preghiera che Padre Pio recitava dopo la Comunione, e che è diventata una delle più amate dai suoi devoti. Il testo integrale è lungo; ne riportiamo l'inizio e alcune invocazioni centrali.
Resta con me, Signore, perché è necessario averti presente per non dimenticarti. Tu sai con quanta facilità ti abbandono. Resta con me, Signore, perché sono debole e ho bisogno della tua forza per non cadere tante volte. Resta con me, Signore, perché sei la mia vita e senza di te vengo meno nel fervore. Resta con me, Signore, perché sei la mia luce e senza di te sono nelle tenebre. [...] Resta con me, Signore, perché si fa sera e il giorno declina... la vita passa, si avvicinano la morte, il giudizio, l'eternità.
Il richiamo è al Vangelo dei discepoli di Emmaus: "Resta con noi, perché si fa sera". Chi visita San Giovanni Rotondo la sente recitare spesso, al termine delle celebrazioni o nei momenti di adorazione.
L'orazione liturgica di San Pio
Questa è la colletta della Messa nella memoria liturgica del 23 settembre, secondo il Messale Romano in lingua italiana. È la preghiera "ufficiale" della Chiesa per il santo, e riassume in poche righe la sua vita.
Dio onnipotente ed eterno, che per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio da Pietrelcina di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia, per sua intercessione concedi a noi che, uniti costantemente alla passione di Cristo, possiamo giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
La preghiera di Giovanni Paolo II a San Pio
Al termine dell'omelia della canonizzazione, il 16 giugno 2002, Giovanni Paolo II rivolse al nuovo santo questa preghiera, oggi molto diffusa come "preghiera a Padre Pio".
Umile e amato Padre Pio, insegna anche a noi, ti preghiamo, l'umiltà del cuore, per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo, ai quali il Padre ha promesso di rivelare i misteri del suo Regno. Aiutaci a pregare senza mai stancarci, certi che Dio conosce ciò di cui abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo. Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù. Sostienici nell'ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa' che sperimentiamo la gioia del sacramento del perdono. Trasmettici la tua tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra. Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Come pregare Padre Pio, nella pratica
Molti ci chiedono come "chiedere una grazia" a Padre Pio. La risposta più fedele al suo insegnamento è semplice: la grazia si chiede a Dio, e i santi intercedono. Padre Pio stesso, quando gli chiedevano una guarigione, rispondeva che avrebbe pregato, e rimandava alla Messa, alla confessione e al Rosario. Qualche consiglio concreto:
- recita la Coroncina al Sacro Cuore ogni giorno, magari per nove giorni consecutivi, come una novena;
- accompagna la preghiera con la confessione e la Comunione;
- unisci alla richiesta un gesto di carità concreta, come avrebbe voluto lui;
- se puoi, porta la tua intenzione sulla sua tomba: è il senso più profondo del pellegrinaggio.

Padre Pio, la Madonna e San Michele Arcangelo
"Mammina mia"
Chi legge le lettere di Padre Pio resta colpito dalla tenerezza con cui parla della Madonna. La chiama spesso con nomi familiari, la sente vicina nelle prove, la indica ai figli spirituali come la via più breve per arrivare a Gesù. La sua devozione mariana era quella semplice e concreta del Sud contadino in cui era cresciuto, ma vissuta con un'intensità fuori dal comune: il Rosario sempre tra le dita, le feste mariane preparate con cura, l'affidamento quotidiano.
Il convento in cui ha vissuto mezzo secolo è dedicato proprio a Santa Maria delle Grazie, e l'immagine della Madonna delle Grazie, venerata nella chiesa antica, è stata per lui un punto di riferimento quotidiano. Nel 1959, durante una grave malattia, la statua della Madonna di Fatima pellegrina in Italia arrivò a San Giovanni Rotondo: i testimoni raccontano che il Padre, che da mesi non riusciva a riprendersi, si sentì improvvisamente meglio dopo averla salutata, e ne attribuì il merito alla Vergine.
Il legame con il santuario di San Michele
A pochi chilometri da San Giovanni Rotondo si trova Monte Sant'Angelo, con la grotta-santuario dedicata a San Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggi fin dall'alto Medioevo. Padre Pio era molto devoto all'Arcangelo, il principe delle milizie celesti che la tradizione cristiana invoca nella lotta contro il male: un tema che ritorna spesso nelle sue lettere. Non è un caso che il nostro programma di pellegrinaggio dedichi un pomeriggio proprio a questo santuario: per un pellegrino è il modo più naturale di completare la visita ai luoghi del Padre, unendo la devozione a San Pio a quella, antichissima, per San Michele.
Cronologia della vita di Padre Pio
Per chi vuole avere a colpo d'occhio la successione degli eventi, ecco la cronologia essenziale, basata sulle fonti ufficiali citate in questa pagina.
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1887 | 25 maggio: nasce a Pietrelcina Francesco Forgione; il 26 maggio è battezzato |
| 1903 | gennaio: entra nel noviziato cappuccino di Morcone; il 22 gennaio diventa fra Pio |
| 1904 | 22 gennaio: professione dei voti semplici; inizio degli studi |
| 1907 | 27 gennaio: professione solenne |
| 1910 | 10 agosto: ordinazione sacerdotale a Benevento; 14 agosto: prima Messa a Pietrelcina |
| 1911 | ottobre–dicembre: soggiorno a Venafro |
| 1915–1918 | servizio militare a Napoli, tra ricoveri e licenze; riformato il 16 marzo 1918 |
| 1916 | 17 febbraio: a Foggia; 28 luglio: primo arrivo a San Giovanni Rotondo; 4 settembre: vi si stabilisce |
| 1918 | 5–7 agosto: trasverberazione; 20 settembre: stimmate visibili |
| 1919–1920 | esami medici di Romanelli, Bignami, Festa; visita di padre Gemelli |
| 1921 | visita apostolica di monsignor Raffaello Carlo Rossi |
| 1923 | 31 maggio: dichiarazione del Sant'Uffizio sulla non constatata soprannaturalità |
| 1931–1933 | restrizione del ministero; ritorno alla Messa pubblica il 16 luglio 1933 |
| 1934 | ripresa delle confessioni (uomini a marzo, donne a maggio) |
| 1940 | 9 gennaio: nasce il comitato per la Casa Sollievo della Sofferenza |
| 1942 | nascono i Gruppi di preghiera |
| 1947 | inizio dei lavori della Casa Sollievo; visita del giovane don Karol Wojtyła |
| 1956 | 5 maggio: inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza |
| 1964 | piena libertà di ministero |
| 1968 | 22 settembre: ultima Messa; 23 settembre: muore alle 2:30 |
| 1983 | apertura del processo diocesano |
| 1997 | 18 dicembre: Venerabile |
| 1999 | 2 maggio: beatificazione |
| 2002 | 16 giugno: canonizzazione |
| 2004 | 1° luglio: consacrazione della chiesa di San Pio |
| 2008 | marzo: esumazione; dal 24 aprile ostensione fino al 24 settembre 2009 |
| 2010 | 19 aprile: traslazione nella chiesa di San Pio |
| 2013 | 1° giugno: inizio dell'ostensione permanente |
| 2016 | 3–11 febbraio: le spoglie a Roma per il Giubileo della Misericordia |
| 2018 | 17 marzo: Papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo |

Padre Pio oggi: una devozione che non si ferma
A più di cinquant'anni dalla morte, la devozione a Padre Pio è ancora straordinariamente viva. San Giovanni Rotondo è tra i santuari più visitati d'Europa, con pellegrini che arrivano tutto l'anno da ogni regione d'Italia, dall'Irlanda, dagli Stati Uniti, dall'America Latina, dalle Filippine. Le immagini del frate si trovano nelle case, nei negozi, sui camion, negli ospedali: è difficile trovare un santo moderno altrettanto popolare.
I Frati Cappuccini della Provincia di Sant'Angelo e Padre Pio custodiscono i luoghi e ne curano la vita spirituale. Pubblicano la rivista "Voce di Padre Pio", in diverse lingue, e gestiscono un'emittente, Padre Pio TV, che trasmette le celebrazioni dal santuario: è un modo per seguire la Messa e il Rosario anche da casa, per esempio la sera prima di partire o al rientro dal viaggio. Le Edizioni Padre Pio da Pietrelcina pubblicano l'Epistolario e numerosi studi.
C'è poi una devozione più silenziosa, che non fa notizia: quella dei malati che pregano per una guarigione o per la forza di sopportare, dei genitori che affidano un figlio, dei medici e degli infermieri che vedono in lui un modello. È questa devozione semplice, spesso legata a una grazia ricevuta o a un dolore affidato, che riempie ogni giorno i pullman diretti sul Gargano.
Andare da Padre Pio: il pellegrinaggio con Club Magellano
Perché partire
Si può conoscere Padre Pio sui libri, ma c'è qualcosa che solo il viaggio offre: inginocchiarsi davanti al Crocifisso delle stimmate, entrare nella sua cella, pregare davanti alla sua tomba, confessarsi nel luogo dove lui ha confessato per mezzo secolo. Molti pellegrini ci raccontano di essere partiti per curiosità o per accompagnare un familiare, e di essere tornati diversi. È il motivo per cui da anni organizziamo pellegrinaggi verso i grandi santuari: oltre 25.000 pellegrini hanno già viaggiato con noi.
Il nostro pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo
Il nostro programma dura tre giorni e due notti, con viaggio in pullman gran turismo di nostra proprietà, non noleggiato. In sintesi:
- Primo giorno: partenza in pullman, sosta lungo il tragitto a Lanciano per la visita libera del Santuario del Miracolo Eucaristico, arrivo in serata a San Giovanni Rotondo, sistemazione in hotel 3 stelle o superiore, cena e pernottamento.
- Secondo giorno: visita guidata dei luoghi dove visse e operò San Pio da Pietrelcina, con la chiesa antica e la chiesa nuova di Santa Maria delle Grazie, la veranda, la cella, la sala di San Francesco e il Crocifisso delle stimmate; compatibilmente con gli orari, visita della Casa Sollievo della Sofferenza; visita della chiesa di San Pio e della cripta con le spoglie del santo, preghiera personale e Santa Messa; nel pomeriggio, visita di Monte Sant'Angelo con il santuario in grotta di San Michele Arcangelo e il rione medievale.
- Terzo giorno: ultimo saluto ai luoghi di Padre Pio e partenza per Loreto, con visita guidata del santuario della Santa Casa; pranzo facoltativo e rientro in serata nelle città di partenza.
La quota comprende il viaggio in pullman GT, l'hotel 3/4 stelle in pensione completa con bevande ai pasti, l'accompagnatore, l'assistenza tecnica e spirituale durante il soggiorno, le visite e i trasferimenti da programma e l'assicurazione RC. Restano escluse la quota di iscrizione e gestione pratica, indicativamente di 35 euro, e le consumazioni durante il viaggio. Il prezzo aggiornato parte da 180 €; per le prossime date controlla il calendario della pagina del pacchetto, che aggiorniamo man mano che le partenze vengono programmate.
Da dove si parte
Le partenze sono previste da diverse città del Centro-Nord, lungo l'asse adriatico e la via Emilia: tra le altre Milano, Melegnano e Lodi in Lombardia; Piacenza, Fiorenzuola, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Cesena e Rimini in Emilia-Romagna; Pesaro, Ancona, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto nelle Marche; Giulianova e Pescara in Abruzzo. Per alcune città è previsto un supplemento, indicativo e indicato in fase di prenotazione. Trovi tutti i punti di carico e gli orari nella pagina del pellegrinaggio da Padre Pio a San Giovanni Rotondo.
Per i gruppi e le parrocchie
Se sei un parroco, un responsabile di un Gruppo di preghiera di Padre Pio o semplicemente un gruppo di amici, possiamo organizzare partenze dedicate: i gruppi sono garantiti già da 15 persone, con programma personalizzabile, per esempio con una tappa a Pietrelcina. Ci trovi al telefono allo 02 39523309, dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 19:30, oppure su WhatsApp al 329 6799928 e via email a info@pellegrinaggisanti.com.

Domande frequenti
Chi era Padre Pio in poche parole?
Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, era un frate cappuccino nato a Pietrelcina (Benevento) il 25 maggio 1887 e morto a San Giovanni Rotondo (Foggia) il 23 settembre 1968. Sacerdote dal 1910, visse dal 1916 nel convento di Santa Maria delle Grazie sul Gargano, dove passò la vita tra la Messa e il confessionale. Portò le stimmate per cinquant'anni, fondò la Casa Sollievo della Sofferenza e i Gruppi di preghiera. È stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002 con il nome di San Pio da Pietrelcina.
Quando ha ricevuto le stimmate Padre Pio?
Le stimmate visibili comparvero il 20 settembre 1918, mentre pregava nel coro della chiesetta di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo davanti a un crocifisso. Secondo le sue lettere, già dal 1910 aveva avvertito dolori e segni rossi alle mani senza ferite aperte, le cosiddette stimmate invisibili. Le ferite rimasero aperte fino ai giorni precedenti la morte, nel 1968, e scomparsero senza lasciare cicatrici.
La Chiesa ha riconosciuto le stimmate come miracolose?
No, non in modo formale. La Chiesa ha riconosciuto l'eroicità delle virtù di Padre Pio e due miracoli avvenuti dopo la sua morte per la sua intercessione, necessari per la beatificazione e la canonizzazione. Le stimmate fanno parte della sua storia e sono rispettate, ma la santità è stata riconosciuta per la sua vita cristiana, non per i fenomeni straordinari.
Quali sono i miracoli riconosciuti di Padre Pio?
Per la beatificazione è stata riconosciuta la guarigione di Consiglia De Martino, di Salerno, colpita nel 1995 dalla rottura del dotto toracico. Per la canonizzazione, la guarigione di Matteo Pio Colella, un bambino di sette anni di San Giovanni Rotondo, colpito nel 2000 da una meningite fulminante con insufficienza di più organi. Entrambe le guarigioni sono state giudicate rapide, complete, durature e scientificamente inspiegabili.
Dove si trova oggi il corpo di Padre Pio?
Il corpo di San Pio è venerato nella cripta della chiesa di San Pio da Pietrelcina, a San Giovanni Rotondo, in un'urna di cristallo. È esposto in modo permanente dal 1° giugno 2013, dopo l'esumazione del 2008, la prima ostensione del 2008–2009 nella cripta di Santa Maria delle Grazie e la traslazione del 2010. Il volto è ricoperto da una maschera di silicone.
Quando si festeggia San Pio da Pietrelcina?
La memoria liturgica di San Pio è il 23 settembre, anniversario della morte. A San Giovanni Rotondo la festa è preceduta da una novena e da una veglia nella notte tra il 22 e il 23 settembre, con la memoria del "transito" alle 2:30. Altre date sentite sono il 25 maggio, anniversario della nascita, e il 20 settembre, anniversario delle stimmate.
Qual è la preghiera che recitava Padre Pio?
Ogni giorno, per tutti quelli che si raccomandavano a lui, Padre Pio recitava la Coroncina al Sacro Cuore di Gesù, attribuita a santa Margherita Maria Alacoque. Dopo la Comunione recitava "Resta con me, Signore". Era inoltre devotissimo al Rosario, che recitava quasi senza interruzione. I testi completi della Coroncina e della preghiera di Giovanni Paolo II a San Pio sono riportati in questa pagina.
Perché il Sant'Uffizio aveva limitato Padre Pio?
Negli anni Venti e Trenta la Santa Sede, di fronte al clamore suscitato dalle stimmate e a denunce e pareri negativi, adottò una linea di grande prudenza. Nel 1923 dichiarò che non constava la soprannaturalità dei fatti, e tra il 1931 e il 1933 gli fu proibito di confessare e di celebrare in pubblico. Le facoltà furono restituite tra il 1933 e il 1934, e nel 1964 Paolo VI gli riconobbe la piena libertà di ministero. Padre Pio visse queste prove con obbedienza.
Si può visitare Pietrelcina, il paese natale di Padre Pio?
Sì. Pietrelcina si trova in provincia di Benevento e conserva la casa natale, la Torretta, la chiesa di Santa Maria degli Angeli dove fu battezzato e celebrò la prima Messa, e la contrada di Piana Romana con la cappella dell'olmo delle stimmate. Il nostro programma standard per San Giovanni Rotondo non prevede la tappa a Pietrelcina, ma per i gruppi possiamo organizzare un itinerario che la includa.
Quanto dura il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo con Club Magellano?
Il nostro pellegrinaggio dura tre giorni e due notti, in pullman gran turismo, con sosta a Lanciano all'andata, una giornata intera a San Giovanni Rotondo con visita a Monte Sant'Angelo e una tappa a Loreto al ritorno. Il prezzo parte da 180 €; le prossime date sono nel calendario della pagina del pacchetto.
Che cosa sono i Gruppi di preghiera di Padre Pio?
Sono gruppi di fedeli che si riuniscono regolarmente, di solito una volta al mese in parrocchia e con un sacerdote assistente, per pregare insieme secondo lo spirito di Padre Pio. Nacquero nel 1942 su suo invito, in risposta agli appelli di Pio XII alla preghiera, e oggi sono presenti in Italia e in tutto il mondo, coordinati da un centro internazionale a San Giovanni Rotondo.
Le frasi di Padre Pio che si leggono online sono tutte autentiche?
No. Accanto a frasi autentiche o tramandate da testimoni affidabili, come "Prega, spera e non agitarti", circolano molte citazioni attribuite a Padre Pio senza alcun riscontro. La fonte più sicura per conoscere il suo pensiero è l'Epistolario, pubblicato dalle Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, insieme alle raccolte curate dai Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo.
