San Francesco d’Assisi, uno dei Patroni più amati d’Italia
Vieni a scoprire uno dei Santi Patroni più amati d'Italia: San Francesco d'Assisi. Sapevi che il nostro attuale Papa si fa chiamare così in suo onore?

San Francesco d’Assisi, diacono e fondatore dell’ordine che da lui poi prese il nome; è venerato come santo della chiesa cattolica. Conosciuto anche come “il Poverello d’Assisi”, la sua tomba è meta di pellegrinaggio per centinaia di migliaia di devoti, pellegrini e ammiratori ogni anno.
San Francesco d’Assisi, la vita
Figlio del ricco mercante Pietro di Bernardone e della nobile provenzale Madonna Pica Bourlemont, San Francesco d’Assisi nacque ad Assisi nel 1182. Sua madre, a causa dell’assenza del padre, battezzò il figlio con il nome Giovanni, in onore di Giovanni Battista. Tuttavia il padre decise di cambiargli il nome in Francesco e, con tale nome è conosciuto. Grazie al benessere con cui il giovane viene allevato, riceve un’adeguata formazione letteraria e linguistica.
All’età di 14 anni decise di dedicarsi agli interessi commerciali della famiglia, lavorando della bottega del padre. Nel 1202 abbandona l’attività paterna per partecipare come cavaliere alla guerra che vede contrapposte le città di Assisi e Perugia. Durante i combattimenti gli assisani subirono una sconfitta e una cospicua perdita di uomini a Collestrada, vicino a Perugia. San Francesco ed altri giovani vennero catturati e tenuti prigionieri per un anno.
San Francesco d’Assisi, le rivelazioni di Spoleto
Dopo essersi ripreso dai terribili avvilenti di Collestrada e dalla malattia che ne conseguì, nel 1204 San Francesco decise di dare nuovamente prova del proprio valore come cavaliere e pensò di participare alla Crociata. A quel tempo, partecipare ad un’impresa militare del genere era considerato uno dei massimi onori per i cristiani d’occidente, perciò provò a raggiungere a Lecce l’esercito di Gualtieri III di Brienne.
Ciò nonostante, giunto a Spoleto, si ammalò nuovamente e passò la notte nella chiesa di San Sabino dove ricevette importanti rivelazioni da parte del Signore: quella di seguirlo come servo umile e fedele e quella di riparare la sua casa, la Santa Chiesa, ormai corrotta dal lusso e dalla sfrontatezza. Francesco, tra lo stupore generale e la delusione genitoriale, tornò ad Assisi, rinunciando definitivamente alla carriera militare.
San Francesco d’Assisi, la conversione e l’istituzione del primo ordine
Al rientro da Spoleto, San Francesco divenne più riservato, solitario e taciturno, ma anche più attento alle esigenze degli altri e più prodigo verso i poveri. Cominciò a percepire una maggiore sensibilità verso la caducità della vita e delle cose. Uno degli esempi che viene ricordato più spesso, riguardanti la sua conversione, è quello del lebbroso di San Pietro, a cui Francesco, non solo donò i propri abiti ed il proprio denaro, ma baciò le sue piaghe come a volerle curare.
Entrato profondamente in contrasto con il padre, San Francesco sciolse ogni legame con la propria famiglia e la propria terra natale, mettendosi al servizio del Signore.
Ai primi del 1209 il “Poverello di Assisi” si rifugiò presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta “Porziuncola”. Il Poverello, restò talmente tanto affascinato da questo luogo, che aveva dato un’importante svolta alla sua vita verso il Signore e all’amore per la Madre del Dio che decise di edificarvi l’Ordine dei Frati Minori. Per la semplicità dei suoi insegnamenti, l’autentica e coerente vita che conduceva, fu esempio di altri uomini che attratti dalla sua testimonianza, cominciarono ad abbracciare una vita di penitenza e, abbandonando tutto, si unirono a lui sia nel modo di vestire che di vivere.
San Francesco d’Assisi, le Povere Dame di San Damiano
Tutta Assisi parlava delle “bizzarrie” di frate Francesco, che viveva in povertà con i compagni laggiù nella pianura e che spesso saliva in città a predicare il Vangelo. Tra coloro che lo ascoltavano c’era Chiara degli Offreducci, figlia di una nobile famiglia. Colpita dalle sue parole, prese ad innamorarsi dei suoi ideali di povertà evangelica. La ragazza lasciò la casa patriarcale e dedicò la propria vita agli insegnamenti di San Francesco d’Assisi. Ben presto altre giovani donne seguirono il suo esempio come la sorella Agnese, Caterina da Bologna, Camilla Battista da Varano e Eustochia Calafato, fondatrice e prima badessa del convento messinese di Montevergine.
San Francesco d’Assisi: il declino fisico, la morte e la santificazione
Nel 1225 il suo fisico, già logorato negli anni, ebbe un ulteriore declino. A causa di ciò San Francesco d’Assisi decise di sottoporsi alle cure mediche della corte papale di Rieti, ma ben presto si fece evidente il sorgere di una grave malattia: l’idropisia. Su suo espresso colore fu quindi portato all’amata Porziuncola dove morì la sera del 3 ottobre 1226. Il 16 luglio 1228, papa Gregorio IX, lo proclamò santo.