Pierre Octave Fasani, il salesiano artista
La biografia di Pierre Octave Fasani, il salesiano la cui vita può essere raccontata attraverso le sue illustrazioni de L'Apocalisse.

Un pittore del tutto unico nel panorama dell’arte contemporanea è senza ombra di dubbio Pierre Octave Fasani, la cui vita può essere raccontata attraverso le sue illustrazioni de L’Apocalisse, uno dei più difficili libri di tutta la Bibbia che racconta il mistero vittorioso di Cristo.
I 22 dipinti che raffigurano la visione del mondo raccontato nel libro di Giovanni possono essere interpretati come la società attuale in cui viviamo, e certi episodi, contrariamente a quanto crediamo, sono più attuali che mai. Fasani vuole illustrare proprio questo, e lo fa mettendo a servizio dell’evangelizzazione le sue ottime qualità di pittore.
La vita di Pierre Octave Fasani
Nato a Bourg St. Marice, in Savoia, il 18 aprile 1925, Pierre Octave Fasani si trasferisce a Torino, dove matura la vocazione salesiana e si impegna a vivere seguendo le regole di Don Bosco.
Chiamato a San Benigno Canavese, dal 1945 al 2004, anno della sua morte, si dedica all’attività di artista, perfezionandosi sempre di più nei lavori in gesso e plastilina e in quelli di ornato, senza però tralasciare i “suoi” ragazzi, che continua a seguire con gioia e costanza.
La sua vita, come i suoi quadri, è impregnata di colori dalle tonalità calde, che richiamano il senso della vita, della passione e della felicità. In particolare, il rosso, il bianco e il giallo ritornano ricorrentemente non solo sulla tela, ma nella quotidianità dell’artista, forse perché richiamano il fuoco, un elemento quasi ossessivo per Pierre Octave Fasani, tant’è che lo utilizza anche per creare una nuova tecnica, quella del bois brûlé, il legno bruciato, che consiste nel bruciare il legno dopo averci disegnato sopra, stando attenti a non carbonizzare la tavola. Come egli stesso afferma: “Il legno, modificato dal fuoco, principio attivo e creatore, parla già da solo. Io mi limito ad interpretarlo”.
Pierre Octave Fasani: le sue opere
Il suo impegno vibrante e la sua costanza trovano un senso di appagamento quando, nel 1979, il Comune gli affida la cosiddetta Torre del ricetto, di fronte all’antica Abbazia benedettina di Fruttuaria. Qui, nel suo laboratorio, crea sculture, bozzetti e i quadri, tra cui il celebre Cristo tra la gente, in cui Gesù è raffigurato con le braccia aperte, quasi ad indicare che è sempre pronto ad accogliere tutte le persone che incontra lungo il suo cammino.
Questa grandiosa composizione viene esposta a Roma nel 1962 in occasione della Mostra del Concilio Vaticano Ecumenico, e sottolinea come il pittore viva una ricerca tormentata ma allo stesso tempo appassionata, il cui fine ultimo è Dio. Per questo i volti di Cristo e della Madonna ritornano insistentemente nella sua pittura di Pierre Octave Fasani, e sono il segno di una spiritualità che lo accompagna durante l’intero suo percorso esistenziale. Quello di Gesù, in particolare, metà in luce e metà in ombra, come se fosse in bilico tra la vita e le tenebre, rappresenta con grande semplicità e allo stesso tempo con un velo di mistero, le parole scritte nella Genesi: “L’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio” (Gn 1, 26-27).
Per Pierre Octave Fasani, infatti, certi valori sono veri e indissolubili, ed è anche per questo che concretizza gli aspetti di un linguaggio proprio della realtà quotidiana per rinnovare l’impatto con la tradizione dell’Arte Sacra. In questi ultimi anni, il mondo è sempre più impregnato di sapore di tragedia annunciata, di città spazzate dal vento e la società è continuamente lacerata da violenza, razzismo, omofobia, omicidi, intrighi internazionali e sete di vendetta.
Fenomeni che non sono altro che l’evoluzione di quanto succedeva nei secoli passati, quando l’universo era pervaso da eccidi, peste, carestie, guerre fratricide, droga, distruzione delle riserve naturali, alterazione degli ecosistemi e violenza senza fine.
Basta sostituire “peste” con “tumore” e “carestie” con “crisi economiche”, ed ecco che Fasani rappresenta in modo impeccabile un cammino a ritroso nel tempo, alla ricerca di una verità che si fa luce dalle tenebre.
Pierre Octavi Fasani e la sua fede profonda
Da vero credente, lui per primo sente l’esigenza di un riscatto interiore mirato a raggiungere il desiderio più profondo: quello di poter giungere all’unica soluzione possibile, la pace, considerata come l’evento risolutore in grado di placare il fuoco di invidia e gelosia che brucia dentro l’uomo.
L’incandescenza visionaria dello spirito di Pierre Octave Fasani e la sua sensibilità, combinate alle parvenze, alle luci, alle linee sinuose che si snodano lungo la tela, alla memoria e al ritorno alla fede, danno origine alle immagini cangianti della creazione, in cui la figura stilizzata dell’uomo è circondata da fosche atmosfere e da orizzonti oscurati da tenebre.
Ogni scansione del dolore, ogni terrificante pioggia di lava, ogni casa, ogni essere umano viene creato con colpi di spatola decisi, violenti e nervosi, in cui le immagini si fondono e si confondono in un universo in cui siamo intrappolati, dove regna l’horror vacui. L’intenso lirismo e la misteriosa esaltazione che alimentano la fantasia del pittore, in aggiunta ai toni espressivi, creano un gioco alchemico di chiaroscuri, che nasce dall’intuizione artistica e dalla grande abilità tecnica nel processo creativo del pittore.
Nell’intima emozione di Pierre Octave Fasani si percepisce una chiara volontà di mettere in atto, nella vita quotidiana, le Sacre Scritture, in particolare i versetti 10 e 11 del primo capitolo dell’Apocalisse: “Un giorno- era il giorno del signore- lo Spirito si impadronì di me e udii una voce forte come una tromba che diceva: “Quello che vedi scrivilo!” ”. Nel suo caso, la scrittura muta in disegno che rappresenta un’altissima contemplazione del mistero di Dio a cui l’uomo partecipa.
Grazie alla sua maestria e alle diverse esposizioni personali, quest’artista umile e senza alcuna ricerca di fama e successo, riceve diversi premi, tra cui spicca l’onorificenza di Cavaliere dell’Arte, ottenuta dal Presidente della Repubblica il 2 giugno 1992.
Otto anni dopo, nel 2000, viene insignito del titolo di Accademico Benemeritato dell’Arte Italiana per il Mondo e fino al 2011 riceve ben poca attenzione da parte del suo Paese ingrato, che non gli riconosce i giusti meriti.
Educatore e pittore dalla purezza poetica e da una solennità quasi mistica, Pierre Octave Fasani, oggi, in occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco, ci spinge tutti verso un cammino di fedeltà a quella stessa chiamata che lui stesso ha tradotto in vita.