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Il pellegrinaggio, un cammino che arriva da lontano

“Pellegrinaggio”, “peregrinare”, “pellegrino”:cosa significano davvero questi termini? E com'è cambiato il pellegrinaggio nel corso dei secoli?

Il pellegrinaggio, un cammino che arriva da lontano

“Pellegrinaggio”, “peregrinare”, “pellegrino”: termini usati quotidianamente e in circostanze differenti, ma di cui forse non si conosce il vero significato. Anzitutto l’origine della parola che, come la maggior parte dei termini usati in ambito religioso cattolico, deriva da un’espressione latina, “peregrinus”, ovvero “straniero”.

Chi effettua un pellegrinaggio si reca, infatti, in luoghi a lui sconosciuti o comunque in cui non è solito vivere, ed è quindi volontariamente, nel momento del cammino, un forestiero che decide di assumersi tutti i rischi che un viaggio comporta. Il pellegrino parte, oltre che per l’esperienza di fede, anche per ottenere qualcosa in cambio: salvezza, perdono o più semplicemente la volontà di incontrare ciò che è sacro ma in un territorio lontano e ricco di significato.

Viaggio nella storia del pellegrinaggio

Del pellegrinaggio, anche se con caratteristiche un po’ differenti, se ne trovano tracce nell’Antico Testamento: quando Adamo ed Eva sono costretti ad abbandonare l’Eden, o nell’episodio del popolo errante di Israele. Il pellegrinaggio, infatti, non è una novità dei giorni nostri, ma un modo di viaggiare con un significato unico che affonda le sue radici nelle origini del cristianesimo più antico, fin dai tempi in cui Gesù. Basti pensare quando Lui e Suoi discepoli percorrevano instancabilmente la Terra Santa con la volontà di diffondere il Vangelo, senza badare a confini di nessun tipo, né geografici, né etnici, né linguistici.

Per i primi cristiani furono proprio queste terre la meta dei loro viaggi, cammini intrapresi con la volontà di conoscere i luoghi in cui visse Cristo. C’è una data significativa che permette di contrassegnare l’inizio ufficiale dei pellegrinaggi cristiani alla città di Gerusalemme: il 313 d.C., quando l’imperatore Costantino sancì con il suo editto la libertà di culto all’interno dell’Impero. I fedeli si misero allora in cammino per cercare tutti quei simboli riconducibili a Gesù, dalla Sacra Croce ai chiodi, o più semplicemente per ripercorrere i luoghi del calvario. Presto la città di Gerusalemme venne sostituita da Roma, non soltanto per la sentita devozione nei confronti degli Apostoli Pietro e Paolo che lì furono martirizzati, ma anche perché gli Arabi conquistarono la Città Santa e i pellegrinaggi verso Oriente diventarono sempre più difficili e pericolosi.

È però durante il Medioevo che il pellegrinaggio assume le caratteristiche che lo avrebbero contraddistinto per lungo tempo, come pratica di penitenza da adottare obbligatoriamente nella vita di un cristiano, insieme ad opere di elemosina, al fine di essere assolto da gravi peccati. Sono proprio i secoli bui del Medioevo che assistono alla nascita dei pellegrinaggi collettivi: viaggiare da soli per lunghi tratti, in zone boschive e montagnose, in anni in cui imboscate e rapine erano purtroppo episodi più che ricorrenti, era sicuramente molto meno sicuro che mettersi in viaggio con un gruppo di persone più o meno numeroso e organizzato.

L’Età Medievale fu quindi il “momento d’oro” dei pellegrinaggi, epoca in cui un terzo luogo si aggiunse al novero delle mete predilette dai pellegrini: il santuario di Santiago di Compostela, in Galizia. Qui sono conservate le spoglie di Giacomo, il fratello di Giovanni Evangelista, il primo apostolo martire che si recò in Spagna per diffondere la Buona Novella, e che fu decapitato per volere del re Erode Agrippa. I pellegrinaggi verso la città ebbero inizio dopo l’anno 813 d.C., quando, a seguito della scoperta del suo sepolcro, si decise di costruire una chiesa. Il Cammino di Santiago divenne presto molto frequentato, tanto che si rese necessaria la costruzione di ricoveri e luoghi di ristoro per i pellegrini.

Il pellegrinaggio, un atto di fede che cambia nel tempo

Nel corso i secoli, i cammini religiosi hanno subìto diverse mutazioni parallelamente agli sviluppi geopolitici (e non solo) delle zone in cui si trovavano le città meta dei pellegrinaggi: fattori come la sicurezza, le condizioni dei sentieri, l’accessibilità delle città e le guerre hanno certamente condizionato questa diffusa pratica religiosa.

Oggigiorno il pellegrinaggio è un vero e proprio fenomeno di massa, perché è andato crescendo sia il numero di fedeli che mettono in atto questo cammino, sia la loro disponibilità economica. I pellegrinaggi contemporanei non sono più infiniti, estenuanti e pericolosi tragitti a piedi, ma perlopiù veri e propri viaggi organizzati da agenzie dedicate che alternano tratti di percorso svolti a piedi ad altri in cui si utilizzano i mezzi di trasporto. Anche le mete si sono moltiplicate a dismisura: piccoli e grandi santuari dedicati alla Vergine, luoghi di sepoltura di Santi e martiri e Sacri Monti in cui si sono verificate apparizioni o guarigioni miracolose.