Miracoli e guarigioni 3 min di lettura

Danila Castelli, il 69° miracolo di Lourdes

La storia di Danila Castelli e della sua guarigione, considerata come il 69° miracolo di Lourdes.

Danila Castelli, il 69° miracolo di Lourdes

La cittadina francese di Lourdes, dopo Roma e la Terra Santa, è la meta di pellegrinaggio più frequentata dai cattolici di tutto il mondo. Qui più di sei milioni di persone ogni anni si recano per pregare, per chiedere grazie e per affidare le loro intenzioni alla Madonna, apparsa nel 1858 alla giovane contadina Bernadette Soubirous. Da allora si sono verificate un susseguirsi di conversioni, guarigioni ed eventi miracolosi di vario genere, sessantanove dei quali riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa Cattolica.

L’ultimo miracolo “ufficiale” riconosciuto è stato quello della signora Danila Castelli di Pavia, oggi sessantanovenne, che nel 1989 tornò da un pellegrinaggio a Lourdes completamente guarita da un brutto male.

La brutta malattia

Tutto ebbe inizio nei primi anni Ottanta, quando Danila, giovane donna e madre di famiglia, con alle spalle una vita apparentemente normale, cominciò ad accusare crisi ipertensive e respiratorie, accompagnate da dolori in tutto il corpo che non le davano tregua. Col tempo diventarono sempre più frequenti e la costrinsero a diversi ricoveri in ospedale. La causa di questi malesseri sembrava sconosciuta, ma dopo aver consultato diversi specialisti arrivò la fatidica diagnosi che non lasciava presagire nulla di buono. Danila aveva dentro il suo organismo, molto probabilmente da diversi anni, un feocromicitoma, ossia un tumore alle ghiandole endocrine che provocava delle crisi negli organi vitali. I numerosi tentativi di debellarlo, e i numerosi interventi non diedero i risultati sperati. I medici si arresero e dissero alla donna che non c’era più nulla da fare.

“Dopo vari tentativi i medici mi dissero chiaramente che non c’era più niente da fare, ed io, credendo nella vita eterna, mi ero già preparata molto bene a morire. Mio marito, che a contrario di me non aveva ancora effettuato un cammino con Dio, era pervaso dalla rabbia e dalla vendetta, soprattutto nei confronti dei molti medici che nei miei confronti non avevano agito con correttezza ed onestà. Questa è stata la parte più dolorosa della malattia, perché controllare la propria anima, ed il rancore è molto difficile”.

Il viaggio a Lourdes

Danila aveva dedicato la sua vita ad aiutare gli altri, e il non poterlo fare più lo sentiva come una sottrazione ad un impegno preso. La sua forte fede non l’aveva mai abbandonata, nonostante tutto. Spesso si recava a Lourdes con la sua parrocchia, e durante una di queste visite, pensando fosse l’ultima, visto il rapido progredire della malattia, fece una preghiera molto particolare.

“Durante un viaggio a Lourdes assieme alla mia parrocchia, pensando fosse l’ultima volta, chiesi alla Madonna di vivere assieme a mio marito le gioie che avevo goduto da malata, poiché fu il periodo in cui ho sentito più intenso il mio rapporto con Dio. Le gioie più grandi le ho vissute quando ero sulla croce non quando sono scesa, poiché ho sentito Gesù dentro di me.”

Il 69° miracolo di Lourdes

Il 3 maggio 1989 il marito di Danila, la riaccompagnò a Lourdes di sua spontanea volontà. Giunsero nella località francese il giorno successivo, e mentre lui rimase in camera a riposarsi dopo il lungo viaggio, la donna si recò presso le piscine dove cominciò a pregare.

“Chiesi di poter vivere ancora un po’ di tempo per stare ancora vicina ai miei figli, e che mio marito, intenzionato a denunciare i medici, per il comportamento scorretto che avevano avuto nei miei confronti, potesse trovare come me, la forza di perdonarli. Quando uscii dalla piscina rimasi stupita nel trovarlo lì ad aspettarmi, soprattutto quando mi disse: “È finito tutto, io ho perdonato!” ed io pensavo che fosse questo il miracolo, non mi sarei mai aspettata di essere guarita fisicamente.”

E invece così fu. I segni della malattia sparirono, non mostrandosi più, come accertato anche dalla commissione medica. Il 20 giugno 2013 Monsignor Giovanni Giudici, Vescovo di Pavia dichiarò il carattere “prodigioso” e “miracoloso” della guarigione, riconoscendolo di fatto come il 69° miracolo di Lourdes.

Ci vuole coraggio a vivere positivamente e a vedere la gioia all’interno di un brutto male che non lascia scampo. Danila ha affrontato quelli che sarebbero dovuto essere i suoi ultimi mesi di vita con una forza d’animo incredibile, e Dio ha scelto di premiarla concedendole la grazia di poter stare ancora per lungo tempo accanto ai suoi cari.