Papi e Chiesa 3 min di lettura

Messaggio “Urbi et Orbi” Natale 2015

L'Urbi et Orbi di Natale 2015 offre una riflessione su quelli che sono i veri valori della nascita di Gesù. Messaggio completo scaricabile.

Messaggio “Urbi et Orbi” Natale 2015

“Cari fratelli e sorelle, buon Natale. Cristo è nato per noi, esultiamo nel giorno della nostra salvezza. Giorno che si rivela essere luminoso, sorto all’orizzonte dell’umanità. Giorno di luce che disperde le tenebre della paura e dell’angoscia”.

Urbi et Orbi Natale 2015: il messaggio di Papa Francesco

Così Papa Francesco stamattina ha iniziato il suo messaggio Urbi et Orbi, in cui ha ricordato tutte le ingiustizie che si sono verificate negli ultimi mesi, riflettendo su come queste siano state dettate dalla mancanza di quell’equilibrio che solo chi crede in Dio è in grado di cogliere e vivere.

Come ha dichiarato anche ieri sera durante la Santa Messa di mezzanotte, infatti:

“In un mondo “ebbro” di lussi, consumi, narcisismi, l’arrivo di Gesù nel Natale richiama a “comportamenti sobri”, a saper “vivere l’essenziale”. Dentro una cultura dell’indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera. In un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato, c’è bisogno di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio“.

Ma in cosa consiste, nel concentro, la volontà di Dio? Per chi dobbiamo pregare, in questo momento delicato per l’intera umanità? La risposta è semplice, ed è proprio sotto i nostri occhi, ma essendo noi così accecati da un senso di potere, non ce ne rendiamo neanche conto. O peggio ancora, non vogliamo farlo. La preghiera dev’essere per tutti, indipendentemente dalla razza, dal sesso e dalla condizione sociale.

Un pensiero quindi per i migranti, per le vittime della tratta di persone e del narcotraffico, per chi ha perso il lavoro, per le donne vittime di abusi, per i bambini soldato, per chi perde la vita a causa di questi continui conflitti atroci. Per far sì che la nascita di Cristo possa significare davvero amore e misericordia, bisogna pregare per ogni singola persona.“Solo la misericordia di Dio– ha affermato Bergoglio- può liberare l’umanità da tante forme di male, a volte mostruose, che l’egoismo genera in essa. La grazia di Dio può convertire i cuori e aprire vie di uscita da situazioni umanamente insolubili”.

Riferimento, questo, ai vari attentati che hanno coinvolto la Siria, la Libia, l’Iraq, lo Yemen, l’Africa subsahariana, l’Egitto, la Francia e la Tunisia. Le centinaia di migliaia di vittime innocenti perseguitate nel mondo a causa della loro fede sono “i nostri martiri di oggi”, che piuttosto che rinnegare la presenza di Dio nella loro vita. Incomprensioni religiose, vite sacrificate, guerre in nome di un fantomatico dio: così facendo la pace sembra sempre di più un’utopia, perché troppo spesso quello che manca tra i Paesi è il dialogo diretto che potrebbe aprire le porte ad un’eventuale convivenza armoniosa. L’esempio più diretto, sottolineato dal Santo Padre, è quello tra Israele e Palestina, che sono i luoghi dove “è venuto al mondo il Figlio di Dio fatto carne” e dove “la pace rimane un dono da invocare e da costruire”.

“Ama il prossimo tuo come te stesso”

La pace: questi è uno dei veri regali che ci si dovrebbe scambiare a Natale, insieme a serenità, conforto, aiuto, generosità, accoglienza, integrazione, per garantire a chi è meno un futuro dignitoso. Mai come in questo momento il Comandamento dell’Amore di cui si parla a lungo nel Nuovo Testamento deve essere messo in pratica verso i deboli, gli umili e i bisognosi, che soffrono in silenzio, senza neanche avere il coraggio- o peggio ancora, la dignità- di chiedere aiuto. “Ama il prossimo tuo come te stesso”, senza vincoli, senza eccezioni, senza paura. Anche se sono peccatori, adulteri o carcerati. Papa Francesco invita a chiedere l’intercessione di Gesù per i carcerati, verso i quali è importante essere misericordiosi, affinché l’amore di Dio possa sanare e ferite e vincere il male.

L’ “Urbi et Orbi” intriso di fede

Che la nascita di Cristo Signore doni consolazione e forza per iniziare il nuovo anno con quella fede che spesso passa in secondo piano. Fede che può essere riacquistata durante i pellegrinaggi, per poter diventare quella famosa “piccola matita nelle mani di Dio”, proprio come Madre Teresa. Esempio, quello della suora di Calcutta, che si presta perfettamente in quest’anno giubilare, durante il quale verrà canonizzata 13 anni dopo la beatificazione voluta da Papa Giovanni Paolo II. Appuntamento a Roma il 4 settembre 2016, una delle date più importanti del Giubileo, insieme a quella (ancora da stabilire) in cui avverrà la traslazione delle spoglie di Padre Pio per offrirle alla devozione dei fedeli.