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Evasio Ganora: guarito a Lourdes da una brutta malattia sanguigna

La testimonianza di Evasio Ganora, guarito da una brutta malattia sanguigna grazie alla profezia di Padre Pio e al pellegrinaggio di Lourdes.

Evasio Ganora: guarito a Lourdes da una brutta malattia sanguigna

Gli uomini italiani miracolati a Lourdes nel corso degli anni sono stati soltanto due, ed il primo è stato Evasio Ganora, contadino piemontese guarito miracolosamente sessantacinque anni fa da un brutto male. Nonostante oggi egli non sia più tra noi da molti anni, la sua storia e la sua testimonianza di fede sono ancora qui, più vive che mai.

La vita e la malattia

Evasio è nato a Casale Monferrato in provincia di Alessandria, dove risiedeva, il 2 maggio 1913. Nel 1936 si è sposato con Emma, che negli anni a seguire gli ha donato quattro figli maschi ed una figlia femmina, ultimogenita nata nel 1949. Proprio in quel periodo l’uomo ha cominciato ad avvisare i primi malesseri. A seguito del peggioramento delle sue condizioni, si fece visitare, e dopo numerosi ricoveri ed esami specialistici, il dottor Scotti di Pavia gli diagnosticò un linfogranuloma maligno, ossia una grave forma di tumore al sangue. Numerosi sono stati i tentativi di curarlo, ricorrendo anche a ventidue trasfusioni, ma purtroppo non c’era più niente da fare.

La “profezia” di Padre Pio e il viaggio a Lourdes

L’unica speranza di Evasio risiedeva nella fede. La moglie, disperata, scrisse anche una lettera a Padre Pio che le rispose di avere fiducia nella Madonna e che qualcosa sarebbe successo. Così è stato. Nei giorni successivi Evasio ricevette la visita di un barelliere dell’Oftal che gli propose di partecipare ad un viaggio a Lourdes dedicato agli ammalati, e, nonostante le sue condizioni di salute critiche, lui ha voluto partecipare a tutti i costi. Il 31 maggio 1950 è partito con l’apposito treno malati alla volta di Lourdes. La moglie rimase a casa a badare ai figli. Era talmente magro e debole che i medici erano dell’idea che non sarebbe tornato a casa vivo, anzi, vista la crisi respiratoria avuta durante il viaggio, rischiò di non arrivare nemmeno a destinazione, ma la Madonna aveva altri programmi per lui.

Il treno arrivò in Francia il primo giugno e l’indomani cominciarono le funzioni previste dal pellegrinaggio. Quando fu accompagnato alla grotta delle apparizioni, Evasio si commosse alla vista di un gruppo di bambini, che gli portarono alla mente i suoi cinque figli, protagonisti delle sue prime preghiere. Successivamente fu accompagnato alle piscine dove, prima di essere immerso nell’acqua, espresse una preghiera particolare:

“Maria, o fammi morire subito per non soffrire più o fammi vivere ancora un po’ per allevare i miei figli”. La Madre Celeste ha accolto la seconda delle sue richieste.

Il miracolo Appena immerso nell’acqua Evasio avvertì un calore inumano ed una scossa fortissima e, dopo aver perso conoscenza per qualche istante ha cominciato a sentirsi più forte che mai, riuscendo ad alzarsi con le sue gambe e dicendo al barelliere di non avere più bisogno di lui.

Camminò autonomamente fino all’ospedale lì vicino, dove era ricoverato nei giorni del pellegrinaggio. Dopo aver dormito per ben dieci ore, si svegliò completamente inzuppato di sudore, chiedendo alla suora, incaricata dalla moglie di assisterlo, di poter mangiare pane e salame. La religiosa, non avendo ancora appreso del miracolo e pensando che si trattasse dell’ultima richiesta di un moribondo fece ottenere all’uomo quanto richiesto, ma lui, dopo aver mangiato, si alzò per recarsi alla Via Crucis, partecipando a tutte le successive funzioni in programma, dove aiutò perfino i volontari a spingere le barelle e le carrozzine degli altri ammalati.

I primi medici che lo visitarono accertarono, increduli, la sua completa guarigione.

Quando ritornò in Italia, la moglie non vedendolo sulle barelle chiese ai volontari dove fosse Evasio, non aspettandosi di vederlo, pochi istanti dopo, in piedi sul marciapiede con in mano pacchi e valigie pesanti. Si sentì quasi mancare. Al ritorno a casa, perfino i figli stentarono a riconoscerlo non essendo più abituati a vederlo in forze ed in salute.

Il riconoscimento ufficiale

Il Comitato Medico internazionale di Lourdes venne a conoscenza di questo avvenimento solo in un secondo tempo, ma essendoci i presupposti avviò immediatamente le indagini e gli accertamenti necessari per il riconoscimento ufficiale, che venne emanato il 31 maggio 1955 da monsignor Giuseppe Angrisani, vescovo di Casale Monferrato.

La grotta di Lourdes a Casale Monferrato

Evasio come segno di ringraziamento alla Madonna per la grazia ricevuta, volle costruire una riproduzione della grotta di Lourdes nei pressi della sua abitazione, ma non fece in tempo a vedere il suo progetto terminato, poiché il 28 ottobre 1957, a seguito di un incidente col trattore avvenuto una settimana prima, morì. Il suo progetto venne comunque completato, ed è oggi a meta di pellegrinaggi e di un’annuale processione che si svolge il 2 giugno, giorno del miracolo, alla presenza del Vescovo della diocesi locale e di tutti i malati del circondario.

La vita di Evasio Ganora è stata relativamente breve, ma intensa ed esemplare dal punto di vista religioso. Una testimonianza di fede e di speranza per tutti.