La storia di Cristian, il giovane guarito dalla SLA
Il miracolo di Cristian, il giovane guarito dalla SLA a Medjugorje deve far riflettere sul fatto che ciò che è impossibile all'uomo, è possibile a Dio.

Si sa che Medjugorje è un luogo magico, dove tutto può succedere. Un luogo dove pregare per se stessi e per gli altri, dove entrare “a tu per tu” con la propria fede. Chi c’è stato fatica a descrivere cosa vi si prova. Non a caso, proprio in questa piccola località della Bosnia-Erzegovina Maria la Madre di Cristo, scelse di mostrarsi ad alcuni giovani locali, oggi noti come “veggenti”, al quale ha rivelato e continua a rivelare messaggi di pace, gioia e speranza.
Spesso, perfino coloro che non credono o che comunque hanno una fede molto instabile, decidono di recarsi a Medjugorje; a volte solo per semplice curiosità, ed altre volte invece attratti dalla sua fama. Durante il soggiorno molti di essi vivono un vero e proprio cambiamento interiore che li porta a ritrovare o a trovare da zero un nuovo rapporto con Dio.
I miracoli, a Medjugorje, non sono una cosa così rara, e quasi sempre si verificano inaspettatamente, proprio come è successo qualche anno fa ad un uomo calabrese colpito da una grave patologia degenerativa, che si è recato in pellegrinaggio senza alcuna aspettativa, e si è ritrovato quasi completamente guarito.
Un “normale” pellegrinaggio
Nel 2013, Cristian Felice, di 37 anni, originario di Piane Crati, in provincia Cosenza, era affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), una malattia neurogenerativa che nel giro di pochi anni lo ha portato ad una paralisi totale degli arti inferiori e a dover dormire attaccato ad un respiratore e all’impossibilità di potersi nutrire.
Nel mese di settembre, con la sua famiglia ed alcuni suoi compaesani decide di recarsi in pellegrinaggio a Medjugorje. Il primo giorno, mentre il gruppo parrocchiale si trovava alle cascate Kravice, Cristian essendo impossibilitato a seguirli a causa della sua disabilità, si mise ad aspettarli in un punto di sosta. Durante l’attesa, un signore anziano gli si avvicinò, mostrandosi compassionevole nei suoi confronti. Successivamente scoprì essere anch’egli un ex-paralizzato, poi guarito.
Il giorno successivo, come da programma, al termine della giornata si recò assieme a tutti gli altri nel piazzale della Chiesa Parrocchiale di San Giacomo per l’Adorazione Eucaristica. Partecipò afflitto da un velo di tristezza e malinconia, consapevole che l’indomani non avrebbe potuto prendere parte alla salita al Podbrdo, il monte delle apparizioni, sempre per via delle sue precarie condizioni di salute. Nonostante tutto, però, una voce dentro di se lo invitava a salire.
L’incontro con la veggente Vicka
L’incontro con la veggente Vicka lo incoraggiò molto. Le parlò delle sua malattia e della sua malattia, confidandole le sue intenzioni di preghiera, che erano destinate alla moglie, ai figli e ad altre persone nella sua condizione. Lei lo abbracciò, e l’uomo, successivamente, raccontò di aver sentito come una cascata che lo attraversava dalla testa ai piedi.
Quella sera, si verificò anche un altro fenomeno particolare: una luce molto somigliante ad una stella cometa attraversò il cielo, sotto gli occhi di tutti.
Il miracolo
Il giorno seguente, il 26 settembre, Cristian riuscì a convincere la moglie Francesca e i due sacerdoti accompagnatori a condurlo fino all’inizio della salita del Podbrdo. Qui, sotto gli occhi increduli di tutti i presenti, si alzò dalla sedia a rotelle ed iniziò a camminare con le sue gambe, che si muovevano a passo spedito. Sostando ogni tanto per riprendere fiato, riuscì a giungere fin sulla vetta del monte, dove, davanti alla statua della Regina della Pace, si inginocchiò e scoppiò in un forte pianto liberatorio.
Da quel giorno, il giovane guarito non ebbe più bisogno né della sedia a rotelle, né del respiratore. Il netto miglioramento delle sue condizioni di salute venne constatato anche da una serie di numerosi esami clinici, che confermarono scientificamente quanto già era ormai evidente.
La testimonianza diretta di Cristian, il giovane guarito
“Voglio testimoniare che la preghiera è un’arma potente. Affidatevi a Dio, affidatevi alla Madonna, lo dico soprattutto per i malati, spesso disperati, che cercano risposte in chi non può dargliele, restando delusi. Io continuerò a lottare contro la SLA, come ho fatto in questi anni” continua a ribadire l’uomo, sperando di riuscire a convertire chi ancora non crede.
Una storia commovente, di un uomo con una forza d’animo straordinaria ed una fede solida, che ha scelto di affidarsi a Dio ed alla Madonna, e loro gli hanno concesso il dono della guarigione.
Un episodio che dovrebbe invitare tutti a riflettere e a trasmettere voglia di vivere a coloro che ormai hanno perso ogni speranza. Perché tutto ciò che è impossibile all’uomo, è possibile a Dio.